GLI EFFETTI PRATICI e le CONSEGUENZE del -FENOMENO-

La terza e ultima parte della analisi del fenomeno musicale in Umbria e in Italia

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orchestre
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Chi si occupa a vario titolo di “spettacolo” conosce perfettamente quali sono i canali per raggiungere il “successo” e la popolarità … Tradizionalmente erano i canali radiotelevisivi nazionali (R.A.I., Mediaset), i “passaggi” nelle trasmissioni di punta e maggiormente seguiti …, le grandi case di produzione e discografiche che erano in grado di lanciare un artista e lo facevano conoscere al “grande pubblico”.

Questa selezione e questi passaggi, che potremmo definire “istituzionali” nel campo musicale, non assicuravano certamente la qualità di ciò che veniva lanciato sul mercato, infatti il panorama artistico si è spesso popolato di incapaci, cialtroni, cantantucoli mediocri, sgallettate dalle lunghe cosce senza talento etc …, ma si sapeva come muoversi e i meccanismi erano chiari, anche se metodi e procedure erano sovente palesemente corrotte e “manipolate” (Es. Festival e Kermesse più importanti …, e forse proprio per questo più corrotti).

Tutto ciò che sfuggiva alla ribalta nazionale di tali canali era declassato in seconda o terza serie …, confinato nel “locale” e limitato nella fama e nel successo … Poi la tecnologia, la trasformazione dei gusti del pubblico e tutta una serie di circostanze concomitanti hanno cambiato le cose, accompagnate dal crollo delle vendite discografiche, intorno alle quali ruotava tutto il sistema.

Da qualche anno a questa parte si sta assistendo ad un vero “miracolo” commerciale …, il vero “FENOMENO” di cui ho parlato nei suoi molteplici aspetti.
Questi “affaristi” senza scrupoli …, queste “sedicenti” orchestre romagnole e lombarde che per prime si stavano adeguando alle nuove tendenze “ballerecce” di un pubblico sempre più deluso ed annoiato da tutto e che cominciava a considerare il “ballo” come esperienza ed opportunità unica di socializzazione (il senso autentico dei “BALLI di GRUPPO”), fiutarono il business ed iniziarono ad “allearsi” ed a “foraggiare” le più importanti e frequentate nuove scuole di ballo e ad agire in sinergia con queste, sfornando balli, ritmi e motivetti ad hoc sui quali si potevano allestire ed “inventare” nuove “coreografie” banali ma semplicissime da “imparare” e (soprattutto) “insegnare” …

In realtà queste sono tutte varanti del vecchio hully gully, twist, ballo di Simone etc, riviste ed “aggiornate” furbescamente, ma spacciate per nuove e divertentissime danze che riattualizzano ogni sera un rito laico carnevalesco …; mentre si balla non si “pensa”, si lenisce ogni male e si dimenticano i problemi.
Così, nell’era del digitale, questo “retaggio” di un passato gretto e pecoreccio (il saltarello in piazza), viene propinato quotidianamente da una serie di televisioni “locali”, collegate a rete fra di loro, sparse su tutto il territorio nazionale e controllate da queste “orchestre”, alcune delle quali divengono dei veri “potentati”. Vengono trasmessi programmi musicali (???) a ripetizione sui quali passano, martellanti, in rassegna i maggiori personaggi del “nuovo corso” musicale (!!!), ad orari scientificamente prestabiliti, l’ora di pranzo, cena e momenti nei quali la famiglia medio-bassa italiana è riunita in casa (roba da marketing di alto livello) e vengono “creati” ad arte nuovi divi televisivi attraverso i canali locali …
Sono divi “popolari”, a differenza dei vip tradizionali …, e sono alla portata del popolo “minuto” …, si pongono al suo livello (iniziò, in realtà, Iva Zanicchi negli anni ’80 …), li puoi vedere, li puoi toccare, vengono anche alla festa del paesello …, non sono gli “dei dell’Olimpo” come i cantanti (veramente) famosi, ma si pongono come “persone normali” …, brave, gioviali, simpatiche, disponibili …, e soprattutto fanno ballare e fanno divertire.

La popolarità di questi soggetti cinici, ipocriti ed ignobili cresce in modo esponenziale …, creano orchestre a cui affibbiano il loro cognome (devono essere facilmente riconoscibili) e si offrono sulle piazze …, il rito deve essere celebrato, ed allora montano scenografie immense, spropositate, debordanti dai palchi, che superano anche quelle dei cantanti veramente famosi del circuito ufficiale …, enormi maxischermi che proiettano immagini smaccatamente retoriche e demenziali, dalla regia vistosamente pacchiana, ma studiate per emozionare il popolo cretino …, SUONARE non è importante …, basta fare finta perfettamente ed è sufficiente che dalle casse esca un sound (orrendo e ripetitivo) perfetto come quello che si sente dall’impianto stereo delle scuole di ballo …; il gioco è fatto!

Ma il business va limitato per non essere disperso …, e subito vengono fondati 4 o 5 “potentati” (non specifico i nomi delle “orchestre” per non incorrere in querele …, la “beffa” oltre il danno …, tanto tutti sanno a chi mi riferisco), che controllano una costellazione di “orchestre satelliti” ad essi collegati, che compongono una sorta i “racket” al quale nessuno può sfuggire e alimentano un mercato fiorente, un vero e proprio business sommerso e parallelo a quello ufficiale, del tutto “fuori controllo, e vendono dischi!!! Sono gli unici ad avere un mercato discografico …, vendono dischi e ancora (udite, udite) musicassette (!!!) durante le loro esibizioni …, migliaia, centinaia di migliaia di dischi …, una di queste ha da poco festeggiato il milione di copie vendute …

Cifre …??? Impressionanti …; mentre i miserabili ed illusi “emuli” delle orchestrine locali si svenano ed indebitano fino l collo per acquistare strutture abnormi che non riusciranno mai a finire di pagare per tenergli testa, le montano sotto il sole a picco e le smontano per tutta la notte …, senza avere neanche la soddisfazione di SUONARE …, per la misera cifra di 600-700€, queste “macchine da guerra” hanno cachet che oscillano tra i 4000 e 12000€!!!
Ho contato, solo questa estate, una media di 10-20 date a testa di queste potenze solo nella provincia di Perugia …, e mi sorge spontanea una domanda …”quando “suonano” dalle loro parti?”. La risposta è semplice …, MAI o quasi MAI …, e quando ci “suonano”, a prezzi dimezzati … (ne sono assolutamente certo, mi sono informato).

Vengono in Umbria a speculare sull’idiozia di un popolo gretto e depresso, drenando le poche risorse che la nostra terra ci offre, lasciando le briciole ai veri artisti …, è per questo che si può affermare che noi siamo una “colonia”, una sorta di “eldorado” per gli spacciatori di immondizia musicale e, come tale, una zona da sfruttare e spremere fino all’ultima goccia …, ma forse è quello che ci meritiamo …