Castelli e borghi e oscure presenze della provincia di Terni

Da Orvieto a Casigliano alla ricerca dei castelli e delle storie più belle

0
376
Orvieto©Chantal Sikkink
Orvieto©Chantal Sikkink

 

Lasciando la provincia di Perugia alle nostre spalle, iniziamo la nostra prima tappa dei  castelli e borghi della provincia di Terni, che soprattutto noi perugini, conosciamo poco o niente!

Non c’è solo la Cascata delle Marmore o il Castello di Narni, che ci saluta dal monte uscendo dall’Umbria!

I dannati©Chantal Sikkink
I dannati©Chantal Sikkink

C’è Orvieto, che tutti conoscono per la sua splendida chiesa gotica, con gli affreschi dei dannati del Giudizio Universale di Luca Signorelli e il Pozzo di San Patrizio, capolavoro di ingegneria; sapevate però, che nel medioevo Orvieto dominò un vasto territorio dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia, Todi e che il territorio si estendeva dalla Val di Chiana, fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul Mare Tirreno?

Torre del Moro©Chantal Sikkink
Torre del Moro©Chantal Sikkink

Tra il tredicesimo e quattordicesimo secolo Orvieto contava più abitanti della stessa Roma, circa trentamila.  Nacquero splendidi palazzi e monumenti come Palazzo dei Sette (i rappresentanti delle arti) con la torre del Moro, Rocca Albernoz, la torre dodecagonale della Badia dei Ss Andrea e Bartolomeo e la torre di Maurizio.

Rocca Albornoz Orvieto©Chantal Sikkink
Rocca Albornoz Orvieto©Chantal Sikkink

La Rocca Albornoz, che incontrate prima di arrivare al centro stesso, fu costruita nel quattordicesimo secolo e ciò che ne rimane è stato trasformato in giardino pubblico.  Vicino si trovano diversi parcheggi dove lasciare i vostri mezzi per proseguire e scoprire Orvieto a piedi!  Sulla piazza del Duomo incontrate la torre di Maurizio del quattordicesimo secolo.  Nella torre è installato il primo orologio meccanico di quel genere documentato in Europa.  Fu installato per gli operai che costruirono il duomo, che così si regolavano grazie al dottiere-automa che scandiva le ore percuotendo la campana.  Più avanti, si intravede già dietro alla Torre di Maurizio, svetta la possente torre del Moro la quale risale al 200/300.

Orvieto (2)©Chantal Sikkink
Chiesa di Sant’Andrea©Chantal Sikkink

E’ visitabile e offre un bellissimo panorama a 360 °.  Scendete Corso Cavour fino alla Piazza della Repubblica, per la torre dodecagonale della Chiesa di Sant’Andrea, del dodicesimo secolo.  Una torre simile la potete pure ammirare a Porano, dove si trova l’Abbazia dei Santi Severo e Martirio.  Se invece optate per approfondire la vostra conoscenza orvietana, vi consigliamo di visitare anche suddetto Pozzo di San Patrizio, il Pozzo della Cava, il Labirinto di Adriano, le Grotte della Rupe, la città sotterranea e naturalmente il Duomo!

 

Vicino a Orvieto, a Castel Giorgio si trova il Castello di Montalfina, undicesimo secolo.  Purtroppo è di proprietà privata e non è nemmeno facile ritrovarlo in quanto non ben segnalato.  Meglio proseguire per Porano,  per la torre dodecagonale e Castel Rubello, un castello costruito nel tredicesimo secolo, visitabile previa appuntamento e pure affittabile per eventi o pernottamenti.  Si narra che in questo castello nelle notti di plenilunio, appare una “Dama Bianca” ossia una donna in un candido negligé.  Essa sarebbe apparsa la prima volta all’arrivo di Giuseppe, primogenito di Marino Marini, finanziatore di Garibaldi, all’Unità d’Italia.  Il Marini spedì l’ardente e fascinoso Giuseppe a Castel Rubello, stanco dei continui duelli che questo ebbe coi consorti, delle sue amanti, infuriati!

Baschi©Chantal Sikkink
Baschi©Chantal Sikkink

Prossimo Pit Stop, Baschi.  Castello di Baschi è uno dei primi comuni d’Italia e il nome lo deve a tale Ugolino di Biscaglia, soprannominato “le Basque”, il quale eresse un nuovo castello dopo avere ricevuto il vecchio castello, Castrum Vetus da Carlo Magno.  La famiglia Baschi, tra le più potenti del centro Italia, aveva il dominio su oltre 60 castelli della zona e aveva fondato, a circa 3 km dal castello Baschi della Teverina, una grande Rocca con castello, quale fastosa e imponente sede residenziale della nobile famiglia. Tale roccaforte, di proprietà privata e ridotta a rudere, è ubicata nella località Carnano, nella frazione Tenaglie del comune di Montecchio.

Baschi ora è un bel borgo fortificato.

Fanno parte di Baschi; il Castello di Acqualoreto, il quale si formò dal decimo secolo in poi e faceva parte dei castelli del sistema di difesa di Todi.  Ora è un bel borgo restaurato.  Castello di Civitella dé Pazzi (o Civitella del lago), con il suo palazzo degli Atti, il Castello comitale tuttora abitato, l’arco di Diomede Atti e udite udite, il museo Ovo Pinto, unico al mondo (uove dipinte, scolpite e migliaia di uova di tutte le specie animali).  Castello di Collelungo: il borgo conserva ancora le mura di difesa e le torri, di cui una trasformata in campanile, ove, secondo la tradizione, c’era una ghigliottina per le esecuzioni ufficiali.  Le piccole vie, gli antichi sotterranei del Castello ospitano invece la storica cantina di proprietà dei Conti Faina le cui prime testimonianze risalgono al XVII secolo, quando il Conte Zeffirino Faina portò per primo nel territorio umbro il concetto di viticoltura specializzata, grazie agli studi svolti in Francia ma anche alla conoscenza del modello toscano, appresa grazie all’amicizia con il barone Bettino Ricasoli.  Sul colle sovrastante domina l’antica torre di guardia di Capecchio, ora residenza privata.  Castello di Morruzze, il quale era prima una villa come Morre, poi divenuto castello nel dodicesimo secolo, un paesino poco abitato.

Guardea Castello del Poggio (2)©Chantal Sikkink
Guardea, Castello del Poggio ©Chantal Sikkink

 

Scendiamo più a Sud, fino a Montecchi.  Il Castello di Montecchio del dodicesimo secolo è uno dei centri medievali meglio conservati della Teverina.  Il piccolo borgo di Tenaglie e dominato da Palazzo Ancajani, XIII secolo che è visitabile su richiesta.  Spostiamoci ancora più giù, lungo la SS205, direzione Guardea, per fare un salto al Castello del Poggio.  Castello del Poggio che domina il paese sottostante ossia Guardea fu fondato dome feudo imperiale nel 1034 su una preesistente torre bizantina del VII secolo.  Edificato dai Normanni, subì un importante restauro nel Cinquecento ed è uno dei castelli più antichi d’Italia.  Fra i personaggi che conquistarono il castello si conta: Federico II di Svevia, Carlo V d’Asburgo, Cesare Borgia che lo regalò alla sorella Lucrezia, Filippo di Savoia-Nemours, la principessa Olimpia Maidalchini (Donna Olimpia Pamphili) e Lina Farini che sposò il comico statunitense Jimmy Savo. Il luogo divenne così un Art Center, ospitando anche il nobel per la letteratura John Steinbeck. Nel 1981, dopo decenni di abbandono, fu acquistato e restaurato da privati. Per l’importanza storica e culturale, il Ministero dei Beni Culturali ha concesso al Castello il vincolo di Monumento Nazionale.  Attualmente è anche sede del club di Budapest e della sede territoriale di Legambiente. Pur essendo privato, si può visitare gratuitamente contattando il Comune di Guardea.  Guardea Vecchia del IX sec.,è senza dubbio uno dei borghi fortificati più belli e panoramici di tutta la regione.

Alviano©Chantal Sikkink
Alviano©Chantal Sikkink

Sempre lungo l’SS205 incontriamo Alviano con il suo castello ricostruito nel XVI secolo su un fortilizio preesistente.  L’imponente castello ospita il Municipio, il centro di documentazione audiovisiva sull’Oasi di Alviano, un centro convegni e nei sotterranei ci sono mostre permanenti di arte moderna e il museo della Civiltà Contadina.  Il 10 maggio 2014 si è tenuta al castello un’indagine di ghost hunting.  Sono state registrate delle anomalie nei locali che ospitano il Museo dedicato alla figura di Bartolomeo D’Alviano.

Alviano (6)©Chantal Sikkink
Alviano ©Chantal Sikkink

La sensitiva, Emanuela Mitraglia, ha captato a più riprese alcune presenze (bambini e perfino un uomo in abbigliamento militare) che girovagano per la stanza.  Dei ghost hunters hanno assistito a forti rumori provenienti da parti diverse della stessa sala: colpi sul muro, clangore di armi, passi.  Altri hanno contemporaneamente segnalato un singolare avvistamento: una sagoma scura si aggirava fugacemente nel chiostro del castello per scomparire nelle vicinanze della cappella.  Qualcuno avrebbe sentito ridere una donna dalle parti della biglietteria!?  Presenze o non, il Castello di Alviano merita una visita approfondita.

Alviano©Chantal Sikkink
Alviano©Chantal Sikkink

Direzione Amelia, incontriamo Lugnano in Teverina, un altro bel borgo.  Amelia, possiede una bella torre civica del undicesimo secolo. Da Amelia risaliamo direzione Avigliano Umbro, passando per Collicello, un borgo medievale.  Alcuni tratti delle mura medievali sono stati inglobati in abitazioni.  Due delle otto torri di Collicello sono dislocate lungo il tratto di mura visibile dalla piazza, nella parte nord-ovest trovate la torre di difesa costruita nel Trecento (visitabile su richiesta).  La costruzione del “Castrum di Collicello” risale al 1295 e venne fortificato nel XIV secolo.  Da Collicello si potrebbe fare un salto a Toscolano, un bel borgo medievale, noto anche grazie a Mogol che ci ha creato la Città della Musica, una scuola per musicisti, parolieri e cantanti da ogni parte del mondo.

Fortezza Alta (4)©Chantal Sikkink
Fortezza Alta ©Chantal Sikkink
Fortezza Alta (2)©Chantal Sikkink
Fortezza Alta ©Chantal Sikkink

Proseguendo lungo la SP37, oltre passando Avigliano Umbro, incontriamo Dunarobba, dove potete girare a destra per la  foresta fossile oppure a sinistra per la Fortezza Alta. Questa imponente fortezza si trova in aperta campagna e il suo aspetto attuale risale al XV-XVI secolo.  Ha quattro torri angolari cilindiriche e sebbene ha un aspetto di un fortilizio, in realtà è un edificio agricolo fortificato.

A Nordovest si trova il Castello di Sismano (Castello Corsini), dell’XI secolo, ristrutturato ora racchiude un B&B.  Arrivati a fine tappa, passiamo per Casigliano, magari il castello, ristorante-albergo, è chiuso però vale la pena passare per questo castello del XVI secolo che dista solo 12 km dalla Foresta Fossile.

Castello Sismano (7)©Chantal Sikkink
Castello Sismano ©Chantal Sikkink
Castello Sismano (4)©Chantal Sikkink
Castello Sismano ©Chantal Sikkink
Castello Sismano (3)
Castello Sismano ©Chantal Sikkink

 

 

 

 

 

 

Vi è piaciuto il primo giro?  Convinti a scendere?  Ancora no?  Sicuramente la prossima settimana, quando passeremo per Narni, con i suoi luoghi misteriosi anche nel sottosuolo, San Vito, Arrone e Ferentillo con le sue mummie, per nominarne solo alcuni!