Terza tappa, in giro per i Castelli Umbri, con e senza fantasmi

Rocche, torri, castelli e la Shoah di Monteleone per non dimenticare.

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Monteleone di Spoleto
Monteleone di Spoleto©Chantal Sikkink

 

Oggi partiamo subito alla grande, iniziamo dalla Rocca dei Trinci di Capodacqua, del quattordicesimo secolo, a forma di ferro di cavallo, sapientemente restaurato con mura, una torre pentagonale, la chiesa della Madonna del Castello,  il tutto trasformato in un albergo di lusso, affittabile per matrimoni e altri eventi.

Rocca dei Trinci
Rocca dei Trinci©Chantal Sikkin

 

Rocca dei Trinci©Chantal SIkkink
Rocca dei Trinci©Chantal SIkkink

Proseguendo per il Borgo Gallano incontriamo il Castello di Collepino, uno dei castelli ancora integri.  Il paese è stato ristrutturato mantenendo le caratteristiche medievali.  Il Castello di Gallano, del dodicesimo secolo è un altro gioiello.  Il classico luogo dove nascondersi dal tran tran odierno.

Lasciamo Valtopina alle spalle e andiamo verso Colfiorito, che oltre a produrre delle buone patate rosse, lenticchie e formaggi “era” anche ricca di castellieri, villaggi fortificati, come quello di Monte Orve.

A Popola troviamo l’omonimo castello, del tredicesimo secolo, delle quattro torri ne rimane solo una, ma sono rimaste le mura e una chiesetta (agibile).

  Scendendo direzione Sellano, una volta ricca di castelli come quelli di Apagni, Cammoro, Montesanto, Orsano e Postignano, possiamo decidere se prendere per Scopoli dove si trova un castello del quattordicesimo secolo, in pieno restauro e in procinto di diventare un museo, per poi proseguire per i castelli di Foligno e dintorni, scendendo fino a Spoleto oppure prendiamo la strada che passa per Rasiglia, il borgo dei ruscelli, prima di gironzolare in torno a Sellano.

Per prima incontriamo il Castello di Cammoro del tredicesimo secolo, quasi disabitato, ma abbastanza intatto.  Castello di Pupaggi, XI secolo, merita una visita il castello della bella Pupa, la nobile tanto contesa, per la quale ci furono battaglie sanguinose tra i nobili feudatari delle zone limitrofe.  Il nome Pupaggi, nacque in ricordo della bella Pupa nobile.  Dopo Pupaggi incontriamo il castello di Sellano (XII secolo?) e il Castello di Postignano del undicesimo secolo, trasformato in un relais, il borgo merita un altro stop, anche solo per gli affreschi nella chiesa di San Lorenzo del quindicesimo secolo e della cappella.  Verso est abbiamo il bel borgo medievale di Preci del tredicesimo secolo, tuttora interessante malgrado sia spesso stato colpito dai terremoti.

A 4 km troviamo il Castello di Roccanolfi, tredicesimo secolo.  La torre che sovrasta Roccanolfi è chiamata la Regina, dicono in onore della Regina Nolfe la quale delusa dal marito si nascose  qui,tra i monti, per non essere ritrovata da nessuno.

Da Roccanolfi possiamo decidere se andare a visitare il Castello di Acera e poi scendere a Spoleto o andare verso est e andare direzione Norcia.  Del Castello di Acera, tredicesimo secolo, sono rimasti la porta d’ingresso, alcune torri e tratti di mura.

  Norcia merita a prescindere una visita, soprattutto dopo l’ultimo terremoto.

Castellina Norcia
Castellina©Chantal Sikkink

Castellina di Norcia, una residenza fortificata del sedicesimo secolo si trova sulla piazza principale di Norcia.

Da Norcia si passa a Cascia è per molti di noi è il luogo di Santa Rita, ma Cascia aveva anche una sua Rocca, meglio conosciuto come la Rocca di Paolo II (XII-XV), fu eretta sulle fondamenta d’una forteza medievale.  Ne rimane solo la parte del cassero dopo che Leone X ordinò la distruzione nel 1517, per porre fine ai tentativi di rivolta.

Monteleone
Monteleone©Chantal Sikkink

Riprendiamo la SR 471 e scendiamo fino a Monteleone di Spoleto, un borgo fortificato del dodicesimo secolo, il comune più alto della regione.  Nell’880 fu costruito il Castello di Brufa, Distrutto nel 1100 fu subito ricostruito per essere di nuovo distrutto nel 1228, ricoruita  di nuovo nel 1265.  All’estremità sud del borgo incontriamo Palazzo Sinibaldi-Congiunti, dove dicono, vaghi l’anima inquieta di una bambina, in cerca di aiuto, c’è chi sostiene di avere sentito le sue urla.

Durante la seconda guerra mondiale vennero trucidate bambini e donne erbrei, i parenti accecati dal dolore, cercarono di vendicarsi, ma uccisero anche una bambina innocente, da qui la storia del fantasma.  Un borgo bellissimo con una storia tristissima!

Da Cascia si può prendere per San Felice, Sant’Anatolia di Narco, Vallo di Nera, un borgo fortificato del dodicesimo secolo, che rimangono sulla strada per Spoleto.

Maestosa, sovrasta la città di Spoleto, la Rocca Albornoziana, del quattordicesimo secolo,

Spoleto©Chantal Sikkink
Spoleto©Chantal Sikkink

attualmente è il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto  con annessa la Scuola Europea per il restauro e la conservazione del libro antico.  Vale anche fare un salto al Castello di Castel Ritaldi (SP 453), tredicesimo secolo,  nel 1944 qui si accampò un distaccamento di 200 militari nazisti, ora è un luogo ben restaurato anche negli affreschi all’interno delle chiese.  Pure a Castel Ritaldi ci sarebbe un fantasma, tale Leonello Ritaldi, avvelenato a solo venticinque anni da Lucrezia Borgia, per essere stata rifiutata dopo averle fatto perdere la testa.

Risalendo direzione Foligno, più a est incontriamo

Castel San Giovanni©Chantal Sikkink

  Castel San Giovanni, il castello del quattordicesimo secolo è ben conservato, cinta di mura lunghe con robuste torri angolari cilindriche e un’altissima torre quadrata, alla destra della Via Flaminia (SS3) invece, si può ammirare il Castello di Campello, decimo secolo, il

Castello di Pissignano
Pissignano©Chantal Sikkink

Castello Di Pissignano (XI-XII), il Borgo Lizori, più avanti a Matiggie si trova la torre del quattordicesimo secolo, costruita per la difesa della zona.  Uno dei misteri di questa torre, è che apparentemente non vi è una porta di ingresso nel basamento: secondo le specifiche originali di costruzione, l’ingresso era sotterraneo, ma nessuno ne ha mai trovato il punto esatto in tempi recenti.

Prima di arrivare a Sant’Eraclio, vicino a Scandolaro si trova la Rocca di Turri o Conte (Torre di Ser Angelo), undicesimo secolo, il Castello dei Trinci di Sant’Eraclio invece è stato completamente inglobato e trasformato nella periferia di Foligno.  Bella ma abbandonata a se stessa la Rocca di Acquabianca di Ravignano (medievale).  Volendo, l’ultimo stop di questa giornata, si fa a Spello, la quale è ricca di Torri; Torre Santa Margherita, XIV secolo, Torre Quadrano, XIII secolo, Torre Acquatino, XIII secolo, Torre dell’Ulivo e Porta Consolare, le torri di Properzio e la Porta di Venere, 27 – 24 a. C e il bellissimo Palazzo Cruciani del sedicesimo secolo.

La nostra tappa di oggi finisce qui, ci vediamo la prossima settimana con l’ultimo giro nella provincia di Perugia, dove passeremo per Bevagna, Gualdo Cattaneo, la zona del Trasimeno e dulcis in fundo la zona di Perugia stessa.