I Castelli da San Gemini a Terria e il fantasma della Farnese

Seguiamo le orme dei Romani, dei Borgia e di Garibaldi

0
543

 

La seconda tappa ternana non poteva essere inferiore alla prima!  Partiamo dal borgo visitato da Garibaldi, alla scoperta di Narni, passando vicino a un sito romano, per finire dalle mummie di Ferentillo.  Il borgo Casteltodino, famoso per la sosta di Giuseppe Garibaldi, avendoci passato qualche ora  il 14 luglio 1849, fu fondato (così si ritiene) dal nobile romano di nome Caio Sempronio Tudiano, da cui derivava l’antico nome di Castel Tudiano poi cambiato in Casteltodino.  Adagiato come fosse una pennellata su un quadro, Portaria, un borgo medioevale, il cui nome però è “meno nobile”, in quanto anticamente si chiamava Porcaria!  Sicuramente grazie alla presenza di un gran numero di maiali nei campi circostanti!  Si può notare resti della rocca del dodicesimo secolo e la cinta di mura, la torre dell’orologio del tredicesimo secolo, il pozzo rinascimentale e la chiesa di Santi Filippo e Giacomo del undicesimo secolo, la cui facciata è costruita con materiale sottratto alla città romana di Carsulae.  Carsulae non ha castelli o torri, ma vale veramente la pena visitarla.  Era un’antica città romana bensì si hanno pure riscontri pre-romana (decimo secolo a. C).  A partire dal quarto secolo a. C., con la costruzione della Via Flaminia, la quale era la strada principale della città e di cui si trovano ancora dei resti, fiorì Carsulae, l’abbandono totale avvenne durante il Medioevo.  La ragione precisa non si conosce, si pensa per via di un “terribile” sisma che la devastò!?  I scavi hanno portato alla luce suddetta Via Flaminia, le terme, la Chiesa di San Damiano, la basilica, il Forum, una cisterna antiquarium, Arco di San Damiano, monumenti funerario, Anfiteatro, Teatro, templi gemelli, edifici pubblici, collegium Iuvenum ossia la scuola per i giovani e due archi quadrifronti.

Narni, @Chantal Sikkink

 

 

Porta Burgi, San Gemini, @Chantal Sikkink

Proseguiamo per Narni, non senza prima nominare il borgo con aspetto tipicamente medievale ossia San Gemini, il quale va soprattutto visitato e vissuto durante la Giostra dell’Arme, ritenuta una tra le più importanti rievocazioni medioevali d’Italia, che si tiene dall’ultimo sabato di settembre fino alla seconda domenica di ottobre.  Incontrerete resti di muri medievali, di una casa torre del tredicesimo secolo e una porta incastrata nelle mura medievali conosciuta come Porta Tuderte o Porta San Giovanni.

Rocca, @Chantal Sikkink

Narni, quella Narni, ex Narnia, che tutti conoscono e notano viaggiando verso la nostra Città Eterna, ma quanti di vuoi l’ha mai visitata?  Pure essendo ricca di storia oltre a essere bellissima, viene poco “considerata!?”  Nemmeno gli stranieri che conoscono la nostra Umbria meglio di noi, conoscono bene Narni, in quanti tante guide la snobbano un po’!  Eppure una leggenda narnese racconta che in epoca medievale, ci fu un Grifone nel territorio tra Narni e Perugia, contro il quale le due città, in guerra tra di loro, contro esso si erano coalizzate!  Una volta ucciso, Perugia tenne le ossa del Grifone (bianche) e Narni la pelle (rossa), per questo, il Grifone di Perugia è bianco e quello di Narni rosso.  In cima al monte, la Rocca, Albornoziana, del quattordicesimo secolo, sovrasta da un lato la conca Ternana, con le vie di accesso per Amelia, Perugia e Terni e dall’altro lato la via Flaminia e la strada verso Orte (Lazio).  La classica fortezza militare è stata ben restaurata ed è visitabile.  Ci sono stanze con armi antichi, strumenti musicali e arredamenti perfettamente riprodotti come in quel tempo.  Si mormora anche che ogni tanto vaga il fantasma d’una donna che indossa un lungo drappo colorato.  Pensano che possa essere l’anima tormentata di Giulia Farnese, amante del terribile Papa Alessandro Borgia.

Piazza Priora, Narni, @Chantal Sikkink

Nei sotterranei, più precisamente in quelli del convento di San Domenico vagherebbe lo spirito di Giuseppe Andrea Lombardini, un prigioniero del diciottesimo secolo.  Il convento fu un luogo di tortura e nei sotterranei si trova un stanza al quanto tetra con dei disegni religiosi e filosofici, alcuni risalenti al tredicesimo secolo.  I sotterranei sono visitabile e dal 13 aprile avranno un sito in più aperto al pubblico, proprio sotto piazza Garibaldi.  Castello San Girolamo, che rimane un po’ fuori Narni, più precisamente vicino alla Porta Ternana, è un antico convento francescano, attualmente abbandonato, è considerato uno dei primi edifici gotici in Italia?   Castello Sant’Angelo è una struttura del tardo medioevo, essendo costruito nel tredicesimo secolo, purtroppo non è visitabile.

Castel Sant’Angelo, @Chantal Sikkink

Uscendo da Narni si può decidere se andare a vedere Montoro o prendere direttamente per Guadamello e San Vito.  Montoro col suo castello del IX secolo è forse il maggiore tra i castelli del territorio narnese, soprattutto per la complessità delle sue vicende storiche, purtroppo non è più molto chiaro la forma del castello originale.

Castello Guadamello, @Chantal Sikkink

Il Castello di Guadamello ha ancora tuttora tre torri allineate, l’arco della porta, muraglioni della cinta difensiva e vari elementi architettonici inglobati che vanno dal XII al XIX secolo.  Le torri risalgono ad epoche diverse, quella in mezzo è la più antica, forse V-VI secolo,le altre due sono di altre epoche.  Vicino a Guadamello, in località Tegolaro, accanto a un’antica fornace d’epoca romana, si trova il platano più grande dell’Umbria, 7,07 metri di circonferenza.  Scendiamo un po’, fino ad arrivare a San Vito.  Il Castello di San Vito si è formato intorno all’antica torre romana del I secolo d.C. e dovrebbe essere una delle trentadue torri citate da Sventonio.  Queste torri servivano per le comunicazioni da Roma al nord dell’impero e viceversa, usando il riflesso dei specchi.

San Vito, @Chantal Sikkink

Il Castello di San Vito, chiamato Castello di Tempovita, è affittabile per matrimoni, cerimonie e feste private.  Volendo si può arrivare fino a Poggio di Otricoli e fare un giro nel borgo, ove ancora sono ben visibili resti delle mura e torri della rocca del XIV secolo.  Parte di Otricoli è anche Castello delle Formiche, uno sperone roccioso su cui si elevano ancora dei resti del castello medievale.  Vicino troviate anche due sepolcreti romani.

Risaliamo la regione direzione Terni, passando per Itieli, un bel borgo formato da ciò che è rimasto del castello del quattordicesimo secolo, tratti di muri, torri e altre fortificazioni.  Stroncone che incontriamo più avanti ancora oggi conserva l’aspetto di un borgo fortificato medioevale.  Nel borgo di Collescipoli rincontriamo la figura di Garibaldi!  Qui viene conservato il Beccaccino con cui Garibaldi (anche) con l’aiuto di patrioti ternani poté scappare da Caprera nel lontano 1867.  Inizialmente fu donato da Garibaldi a Barberini, i cui eredi lo donarono al Comune di Terni.  Collescipoli era considerata strategica, perché avamposto di controllo della conca ternana.  Nel Medioevo era conosciuto col nome di Turritulum, era circondato da possenti mura, un fossato e un ponte levatoio, con all’interno diverse torri.  E’ uno dei posti più ricco di palazzi storici della conca ternana, numerose residenze nobiliari e borghesi di famiglie che esercitavano in Roma.

Terni possedeva diverse case-torri, la meglio conservata è quella romanica dei Barbarasa in Via Roma.  Una lapide ricorda che qui venne esposta la reliquia del Preziosissimo Sangue conservata nel Duomo, per allontanare dalla città un’epidemia di peste.  La Torre dei Castelli in Via dei Castelli, conosciuta anche come Torre Dionisia è una altra delle poche superstiti delle cento torri che esistevano nell’epoca medievale.  Fuori Terni a Rocca di Colleluna, si trova una torre che nel medioevo era alta più di 35 metri e una trentina di metri di diametro.

Piediluco, @Chantal Sikkink

Piediluco, uno dei borghi più belli d’Italia, affacciato al lago rinomato per il centro nazionale di preparazione olimpica di canottaggio era dominato dalla rocca in cima al monte Luco.  Il luogo dove oggi rimangono i ruderi era un bosco “sacro” dedicato alla divinità romana Velinia, moglie di Giano.  Si pensa che la prima costruzione sulla sommità fosse un piccolo tempio dedicato alla divinità, sostituito poi da una fortificazione di avvistamento.  Le prime notizie risalgono al 1028.

Rocca San Zenone, @Chantal Sikkink

A Rocca San Zenone si può ancora scorgere le torri d’avvistamento e mura difensive oppure andate direttamente ad Arrone!?   Arrone, inizialmente ebbe un castello fortificato di legno, poi ricostruito in muratura, di cui sono ancora visibili tratti di muro e torri, come la torre costruita durante la dominazione longobarda ornata da una chioma di ulivo selvatico, oggigiorno è considerato uno dei borghi più belli d’Italia.  Più avanti si trova il comune più piccolo dell’Umbria, Polino, il quale è pure uno dei borghi più carini.  Polino sorge sulle rive del fiume Nera, circondato da boschi secolari, si nota da lontano grazie alla Rocca cinquecentesca, o comunque ciò che ne rimane, in cima al paesino.  Bensì temporaneamente chiuso, molto interessante il Museo Laboratorio dell’Appenino Umbro “Sotto-Sopra” allestito all’interno.  Un altro inevitabile stop dopo Polino è Ferentillo, il quale è diviso in due borghi, Matterella e Precetto, dal fiume Nera, ognuno con la propria rocca.  Ferentillo fu fondato nel 740, poco più tardi sono state costruite le due rocche, insieme ai castelli di Monterivoso e Umbriano.  Mattarella è il più antico borgo, ha al centro il cassero quadrato con bastioni cilindrici, la Rocca di Precetto, di forma triangolare è la tipica rocca di pendio, con al vertice una torre quadrata di vedetta.  Rocca a parte, vale una visita anche per il suo Museo delle Mummie, che si trova nella cripta della Chiesa di Santo Stefano.

Mattarella, Ferentillo, @Chantal Sikkink

San Mamiliano è il borgo più caratteristico del territorio ferentillese.  Il castello costruito nel IX secolo per tenere testa ai saccheggi dei saraceni conserva tuttora la tipologia del castello medievale di poggio con cinta muraria poligonale, difesa da torri alte non più di otto metri.  Da San Mamiliano si può fare un salto a Nicciano, che aveva un castello minuscolo, ben visibile grazie alla sua torre di avvistamento tuttora ben conservata.  Ora è una villa agricola.  Saltate San Mamiliano, potete andare a Monterivoso o Castel Rivoso.  La parte più antica risale al XIII secolo.  I ruderi della rocca continuano a dominare l’abitato.

Per chi ha voglia di camminare, il Castello di Umbriano si raggiunge tramite un sentiero pedonale e persiste sulla sua roccia malgrado sia stato abbandonato dai anni 50.  Più avanti, sulla nostra strada di casa incontriamo Terria, dove una volta sorgeva l’omonimo castello.  A ricordarci della sua presenza è rimasta una torre (XII secolo)!

L’ultima tappa, viaggeremo da Fabro a Capecchio, passando per il Castello della Sala, degli Antinori!

Precetto, Ferentillo, @Chantal Sikkink

 

 

Arrone, @Chantal Sikkink

 

Giostra dell’Arme San Gemini, @Chantal Sikkink