C’è qualcosa di profondamente attuale nel teatro di Tito Maccio Plauto, anche a distanza di oltre duemila anni. È la sua capacità di raccontare i vizi umani con ironia tagliente, di smascherare il potere attraverso la risata e di coinvolgere il pubblico in un gioco teatrale vivo, diretto, popolare. Tutti elementi che tornano con forza nello spettacolo Miles Gloriosus, portato in scena in Umbria dalla compagnia teatrale HISPELLVM nella celebre trasposizione di Pier Paolo Pasolini, intitolata Il Vantone.
La commedia ruota attorno a una figura diventata archetipica: il soldato fanfarone, Pirgopolinice, vanaglorioso e ridicolo nelle sue continue millanterie. Un personaggio che fa sorridere, ma che allo stesso tempo riflette un modello di potere arrogante e vuoto, pronto a crollare sotto il peso delle proprie bugie. E infatti, come spesso accade in Plauto, il vero protagonista non è chi comanda, ma chi pensa: il servo Palestrione, mente brillante e ironica, che orchestra una serie di inganni per rimettere ordine nelle cose e permettere il lieto fine.
L’intreccio si sviluppa tra equivoci, travestimenti e scambi di identità, con Filocomasio costretta a fingersi anche un’altra donna e con personaggi che assumono ruoli diversi pur di portare a termine la beffa. È una macchina comica perfetta, costruita sul ritmo, sulla parola e sulla complicità con il pubblico, che viene continuamente chiamato a riconoscere il gioco teatrale.
La versione di Pasolini, scelta dalla compagnia HISPELLVM, aggiunge un ulteriore livello di forza espressiva. Il linguaggio romanesco, che nel 1963 suscitò polemiche e discussioni, restituisce al testo quella dimensione popolare e sanguigna che l’autore riteneva fondamentale per avvicinarsi allo spirito originario di Plauto. Un italiano vivo, sporco, musicale, capace di far ridere ma anche di colpire, evocando il mondo dell’avanspettacolo e creando un dialogo diretto tra palco e platea.
La regia di Paolo Gramaccioni guida uno spettacolo corale, in cui gli attori si muovono con energia e consapevolezza, restituendo al pubblico una commedia che non appare mai “classica” nel senso polveroso del termine, ma sorprendentemente attuale. Il risultato è un teatro che diverte senza essere superficiale e che riflette senza rinunciare alla leggerezza.
In un momento storico in cui il teatro fatica spesso a intercettare nuovi pubblici, Miles Gloriosus – Il Vantone dimostra che i grandi testi, se affrontati con intelligenza e coraggio, sanno ancora parlare a tutti. E la scelta dell’ingresso libero, su prenotazione, rafforza l’idea di un teatro aperto, inclusivo, capace di tornare a essere spazio di incontro e partecipazione.
Plauto, Pasolini e una compagnia umbra: ingredienti diversi che, messi insieme, danno vita a uno spettacolo che conferma come il teatro, quando è autentico, non abbia davvero età.















































