GDO, occorre una piattaforma unica contro il taccheggio e per la gestione del punto vendita

Una soluzione integrata per i punti vendita di Umbria e Toscana

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gestione del punto vendita

 

Il taccheggio e la mancanza di prodotti sugli scaffali rappresentano due problemi sempre più rilevanti per la Grande Distribuzione Organizzata, con conseguenze economiche che coinvolgono le imprese, il personale e gli stessi consumatori.

Secondo i dati nazionali più recenti, diffusi nel 2025 dal Barometro dei Furti nel Retail di Checkpoint Systems e NielsenIQ e riferiti al 2024, le differenze inventariali hanno causato in Italia perdite per circa 4,12 miliardi di euro, pari all’1,2% dei ricavi annui delle aziende del settore. Il costo complessivo è stato stimato in circa 107 euro per ogni cittadino. Inoltre, l’84% dei retailer coinvolti nell’indagine ha segnalato un aumento dei furti esterni.

Il problema non riguarda più soltanto il singolo prodotto nascosto in una borsa. Tra le modalità più diffuse figurano il mancato passaggio della merce alle casse automatiche, lo scambio delle etichette, la manomissione dei dispositivi antitaccheggio e i furti organizzati da gruppi che agiscono in maniera coordinata.

I prodotti maggiormente esposti sono generalmente quelli di dimensioni contenute, con un valore relativamente elevato e facilmente rivendibili, come alcolici, cosmetici, rasoi, integratori, caffè, tonno, formaggi e salumi. La ricerca segnala inoltre una crescita degli episodi aggressivi nei confronti degli addetti che cercano di impedire l’uscita della merce non pagata.

In molti punti vendita, tuttavia, le tecnologie disponibili continuano a lavorare separatamente. Le telecamere registrano le immagini, le barriere antitaccheggio segnalano il passaggio in uscita, le casse conteggiano i prodotti venduti e il gestionale di magazzino indica le quantità che dovrebbero essere disponibili. Spesso manca un sistema capace di collegare queste informazioni e di segnalare immediatamente una possibile anomalia.

Da qui nasce la necessità di una piattaforma software unica, in grado di integrare videosorveglianza, sistemi antitaccheggio, casse automatiche, controllo del magazzino e rilevamento della disponibilità dei prodotti sugli scaffali.

Il sistema dovrebbe consentire di individuare in tempo reale comportamenti anomali, prodotti che scompaiono rapidamente dagli espositori e scaffali che necessitano di essere riforniti.

Uno scaffale vuoto, infatti, non significa necessariamente che tutta la merce sia stata regolarmente venduta. La mancanza può dipendere da un ritardo nel rifornimento, da un errore di inventario. Una piattaforma integrata potrebbe confrontare le quantità presenti in magazzino, quelle esposte e quelle effettivamente vendute, aiutando a distinguere una normale necessità di rifornimento da una possibile differenza inventariale.

 

 

Spiega Roberto Formica, promotore di questo progetto:

“Per la GDO di Umbria e Toscana, caratterizzata da punti vendita urbani, strutture provinciali e supermercati inseriti in grandi aree commerciali, una soluzione di questo tipo potrebbe ridurre le perdite da taccheggio, limitare le mancate vendite dovute agli scaffali vuoti e aumentare la sicurezza del personale.

L’obiettivo non è sostituire gli operatori né formulare automaticamente accuse nei confronti dei clienti, ma fornire segnalazioni tempestive e attendibili. Il personale potrebbe così verificare gli eventi realmente anomali, riducendo i falsi allarmi e intervenendo in maniera più rapida, efficace e sicura.

La vera innovazione non consiste necessariamente nell’aggiungere nuove telecamere o nuovi sensori, ma nel far comunicare tra loro le tecnologie già presenti nel negozio, trasformando dati separati in informazioni utili per la gestione quotidiana.

Una sperimentazione in alcuni punti vendita di Umbria e Toscana potrebbe rappresentare il primo passo per misurare concretamente la riduzione delle perdite, il miglioramento del rifornimento degli scaffali e il ritorno economico dell’investimento.”

 

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