Umbria da Visitare: Passignano sul Trasimeno

Cosa vedere e visitare in questa cittadina sul lago

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Passignano
Passignano ©Chantal Sikkink

Passignano sul trasimeno mappa

Passignano si trova su un promontorio roccioso affacciato sul Trasimeno a controllo del percorso tra Perugia e Cortona.

Il centro è sovrastato dalla poderosa ROCCA sulla quale spicca la trecentesca Torre di Ponente a pianta triangolare.

Un luogo così strategico fu conteso da famiglie potenti quali i Bourbon del Monte, i Baglioni, gli Oddi, i della Corgna.

Il borgo medievale si origina in prossimità della Pieve di Santa Maria, poi SAN CRISTOFORO, citata in un diploma di Federico I, ma di più antica formazione (secc. X – XII).

All’interno, a tre navate e in origine di più estese dimensioni longitudinali, si trova una serie di importantissimi affreschi, come Santi ex – voto, dipinti tra il 1419 ed il 1446 con un linguaggio che va dal tardo gotico alla lezione rinascimentale di Benedetto Bonfigli ravvisabile nei “Santi Clemente e Caterina” (1446).

Tra i secc. XII-XIII sorgono altre importanti chiese romaniche nel territorio di Passignano, in posizione dominante sul lago e in prossimità dell’antico percorso Perugia – Cortona, quali SAN DONATO e SAN VITO, quest’ultima caratterizzata da un singolare campanile di forme preromaniche, isolato dalla chiesa, in origine probabile torre di avvistamento.

All’interno di San Vito si trova una “Crocifissione con Santi” dell’ambiente di Fiorenzo di Lorenzo.

Nel borgo di Passignano si edificarono, nel corso del sec. XVI la CHIESA DI SAN BERNARDINO, con elegante portale rinascimentale e l’ORATORIO DEL SS. SACRAMENTO, affacciato nella piazza sottostante ma inglobato nello stesso edificio.

Nei pressi, L’ORATORIO DI SAN ROCCO, caratterizzato dall’inconsueta soluzione del doppio portale, sempre in arenaria.

Tra il 1582 e il 1586 veniva poi edificato, su probabile progetto del cortonese Mariotto Radi, il SANTUARIO DELLA MADONNA DELL’OLIVETO, a seguito di un evento prodigioso. All’interno l’immagine miracolosa della “Madonna con Bambino” per la quale fu eretta la chìesa, è inserita in una imponente macchina d’altare in pietra dello stesso Mariotto Radi.

L’affresco si deve all’ambiente di Bartolomeo Caporali. Nelle cappelle laterali si trovano numerose tele del tardo sec. XVI, tra le quali si evidenziano quelle dipinte dal manierista toscano Salvio Savini.
Un altro prodigio nella vicina Castel Rigone ispirava la costruzione del SANTUARIO DELLA MADONNA DEI MIRACOLI sul finire del sec. XV.

Castel Rigone è raggiungibile tramite una strada d’altura che offre degli incomparabili panorami sul territorio, le isole e l’ondulata catena di colli circostanti sui quali troneggiano le cime del Cetona e dell’Amiata.

Il percorso ricalca l’antichissimo tracciato preromano che collegava la Valtiberina al Trasimeno e alla Valdichiana.

Appena fuori il borgo medievale, che presenta una notevole cinta muraria del tardo sec. XIII, si trova il Santuario, realizzato nel 1494 per volontà del Comune di Perugia in onore della Vergine, quale protettrice contro una terribile pestilenza.

Si tratta di uno dei più notevoli edifici rinascimentali dell’Umbria.

La facciata si ispira a quella di Santa Maria al Calcinaio di Cortona, opera di Francesco di Giorgio Martini seguace del Brunelleschi, ma anche a modelli albertiani desunti probabilmente tramite Agostino di Duccio, operante a Perugia.

Il portale, con le ricche candelabre e lunetta adorna di sculture, è opera di Domeníco Bertini da Settignano (1512).

L’interno, a croce latina e ad unica navata, presenta numerose opere cinquecentesche, tra tutte: l'”Incoronazione della Vergine”, affresco attribuito a Giovan Battista Caporali e la “Madonna del Rosario” di Bernardo Rosselli (1558).

l'”Epifania” che troneggia sull’altare maggiore incorniciata da preziosi intagli di Bernardino di Lazzaro (1528) è una copia del dipinto realizzato da Domenico Alfani su cartoni del Rosso Fiorentino.
L’originale fu asportato dal Granduca Ferdinando II di Toscana nel 1643, durante la “Guerra Barberina”. Dell’Alfani rimangono la lunetta con “Padre Eterno” e la predella con quattro storie sacre.

Passignano sul Trasimeno
Passignano sul Trasimeno