MORTE SAMUELE: MAMMA SONIA NON MOLLA

Dopo la conclusione delle indagini relative alla morte di Samuele secondo la mamma molte cose non tornano e lei è fortemente decisa a volere la verità

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La morte di Samuele De Paoli, presenta molti punti oscuri che andrebbero chiariti, ma secondo la Procura si tratta semplicemente di omissione di soccorso da parte del trans con cui Samuele si era appartato.

A tal punto sarebbe facile aggredire qualcuno pur per legittima difesa e procurarne la morte?

Le ombre su questa vicenda sono molte e secondo i familiari di Samuele sono tutte da chiarire anche nei futuri atti a giuridici e a livello processuale.

Infatti la semplice accusa di omissione di soccorso nei confronti del trans che ha avuto una colluttazione con Samuele, “per vox populi” sembrerebbe inadeguata e inappropriata, comunque Sonia confida nel giusto iter della giustizia che dovrebbe condurre a capire la verità su questo triste fatto.

Una cosa è certa: mamma Sonia non molla ne adesso e ne mai, per conoscere la verità di quel giorno.

Intervista di Umbriajournal a Mamma Sonia

“Immaginano che andava a finire così, no perché non è finita. È stato tutto poco chiaro da quel maledetto aperitivo – dice Sonia Sorbelli, la mamma di Samuele De Paoli intervistata da Umbria Journal, alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini -. Il 22enne Samuele De Paoli fu trovato senza vita nelle prime ore del 21 aprile 2021 in una frazione di Perugia. La trans 43enne di origini brasiliane, indagata nei mesi passati per omicidio preterintenzionale per la morte del 22enne, dovrà rispondere solo di omissione di soccorso.

“La Procura non vede che è stato ammazzato. E’ da più di un anno – dice la donna – che il mio cervello pensa a come siano andate le cose, questo è tutto assurdo e non mi fermerò. Io conoscevo bene Samuele,  non ci fermiamo. Samuele non torna, ma noi non ci fermiamo. Le cose non sono chiare, finché ce la facciamo non molliamo, né io, né gli altri miei due figli e gli amici. Io sono la sua mamma, l’ho messo al mondo io e sto soffrendo tanto. Continuerò a lottare per Samuele, voglio vedere un giorno scritta la verità, perché Samuele se la merita, se la merita tutta. Tanto non ci sono anni che riportano in terra Samuele. Non contano gli anni per chi ha ucciso Samuele, perché mio figlio non torna più, però la verità la merita”.

E poi aggiunge: “Non si può morire per andare a trans, non tornano tante cose, erano tre in macchina, ci sono tante cose, non molliamo. Samuele non era un ragazzo violento, non aveva precedenti, era pulito. Quella sera era andato con il compagno di scuola a fare un aperitivo e poi non so cosa sia successo”.

Fonte: umbriajournal.it

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