Le gemelle Kessler e la scelta condivisa della fine della vita

Alice ed Ellen, icone della televisione italiana, hanno deciso di porre fine insieme alla loro vita in Germania, dove il suicidio assistito è regolamentato.

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Le sorelle Kessler, Alice ed Ellen, sono state trovate senza vita nella loro casa di Grünwald, vicino a Monaco di Baviera, il 17 novembre 2025, all’età di 89 anni. La notizia ha scosso il mondo dello spettacolo italiano e internazionale, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore dei loro fan.

Le gemelle, nate il 20 agosto 1936 a Nerchau, in Sassonia, hanno avuto una carriera brillante come ballerine e showgirl negli anni ’50 e ’60, diventando icone della televisione italiana con il celebre programma “Studio Uno”. Quel legame profondo che le univa, sia sul palco che nella vita privata, le ha portate a esprimere il desiderio di morire insieme e di essere sepolte insieme, con la madre e il loro cane Yello.

Le loro morti sono avvenute tramite suicidio assistito, una scelta consapevole e pianificata insieme. In Germania, il suicidio assistito è legalmente consentito se si rispettano precise condizioni: il paziente deve essere maggiorenne, capace di intendere e volere, e deve fare richiesta libera e informata di porre fine alla propria vita, con la presenza e la prescrizione di un medico autorizzato. Questa pratica è regolata per garantire il rispetto della volontà individuale e per limitare gli abusi.

In Italia, invece, il suicidio assistito è un tema molto dibattuto e la normativa è più restrittiva. Attualmente la legge italiana vieta l’aiuto attivo al suicidio, ma alcune sentenze della Corte costituzionale hanno aperto a eccezioni limitate, autorizzando il suicidio assistito in casi molto specifici, come malattie terminali e sofferenze insopportabili, purché siano rispettati rigorosi requisiti legali e medici.

L’addio delle sorelle Kessler segna quindi anche un momento di riflessione su questo tema delicato e complesso, evidenziando come il suicidio assistito possa rappresentare una scelta di dignità e autonomia in determinati contesti di vita. La loro storia rimane un ricordo indelebile di eleganza, passione e libertà di scelta nel mondo dello spettacolo e oltre.

In Umbria, a maggio 2025 è partita ufficialmente la campagna “Liberi Subito”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni, per l’approvazione di una legge regionale che garantisca tempi certi e procedure chiare per l’accesso al suicidio medicalmente assistito, sul modello della legge già approvata in Toscana nel febbraio 2025. La proposta di legge è stata depositata e avviata l’iter in commissione con audizioni di esperti e rappresentanti. Ancora nel luglio 2025 la proposta è stata discussa in Consiglio regionale, ricevendo sostegno da parte dei gruppi di maggioranza, con l’obiettivo di definire procedura, ruoli e tempi certi per la valutazione e l’erogazione dell’assistenza al suicidio assistito, in conformità con le indicazioni della Corte costituzionale.

Al momento, però, non risulta che la legge sia stata definitivamente approvata: il percorso legislativo è in corso con forte mobilitazione e supporto popolare (oltre 4.800 firme raccolte per la proposta di iniziativa popolare), ma mancano ancora gli ultimi passaggi istituzionali per la sua entrata in vigore ufficiale. La campagna e il dibattito in Umbria riflettono le difficoltà di adottare una regolamentazione regionale su questo delicato tema, allo stesso modo quanto successo in altre Regioni italiane come la Toscana

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