“Il Reato di Pensare”: quando il pensiero diventa resistenza – Paolo Crepet a Gubbio
Nel cuore antico di Gubbio, tra le pietre cariche di memoria del Teatro Romano, il 17 agosto 2025 Paolo Crepet porterà in scena “Il Reato di Pensare”, una riflessione viva e provocatoria su una delle libertà più essenziali dell’essere umano: il pensiero.
Non si tratta di uno spettacolo, ma di un esperimento filosofico e sociale. Crepet si fa portavoce di una denuncia sottile ma profonda: il pensiero libero, oggi, è sotto attacco non con le catene ma con i like, non con la censura ufficiale ma con l’autocensura, alimentata da un conformismo emotivo e intellettuale che ci illude di essere liberi mentre aderiamo a modelli imposti.
“Il reato di pensare” non è una provocazione, ma una necessità. In un’epoca in cui si premia il consenso e si punisce la complessità, pensare autonomamente è un atto rivoluzionario. Crepet ci sfida a riappropriarci del coraggio di porci domande, di dubitare, di andare controcorrente.
[13/08, 16:46] ChatGPT: Il luogo scelto, il Teatro Romano, non è casuale. Un luogo dove un tempo si rappresentava il dramma umano, oggi accoglie la tragedia del pensiero imprigionato e, al tempo stesso, la possibilità della sua rinascita.
Questa serata non è per chi cerca intrattenimento, ma per chi è disposto a mettersi in discussione, a riflettere, forse anche a sentirsi scomodo. Perché, come ci ricorda Crepet, “pensare è diventato un atto sospetto, in un mondo dove l’omologazione è la nuova sicurezza”.
In fondo, partecipare a questo evento è un piccolo atto di resistenza. Pensare, oggi, è ancora possibile. Ma bisogna volerlo.















































