LE ‘STELLE MARINE’ NEL MARE DELL’UMBRIA

Mi ha ispirato, per questo articolo, la geniale intuizione dell’agenzia Armando Testa che ha saputo trovare un nesso fra il mare dell’Umbria che non esiste e le nostre bellezze naturali e artistiche che ci identificano

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Nella variegata e multiforme Umbria molti sono i tesori da scoprire, nascosti per troppo tempo nei fondali della regione. A partire, dagli strati più superficiali, quelli più conosciuti perché più facilmente visibili, ci inoltreremo nei meandri più profondi.

Nella navigazione nel mare dell’Umbria, splende immediatamente la stella ‘marina’ di Perugia: città dalla cultura millenaria, culla della civiltà etrusca, romana, sede del cristianesimo e della modernità. Il fascino medievale, laico ed ecclesiastico, della sala dei Notari di Palazzo dei Priori con la sua volta stellata, della cattedrale di san Lorenzo con la Splendida deposizione di Federico Barocci, del Collegio del Cambio con gli affreschi di Pietro Perugino, pittore di fama internazionale, l’eco di Raffaello e la fortuna del mito della famiglia Baglioni, san Pietro e san Costanzo, la Fontana di Nicola e Giovanni Pisano: il capoluogo è uno zampillio di mille luci tra le placide onde dei paesi confinanti.

 

Leggermente più in profondità, è visibile Assisi, indissolubilmente legata a Francesco, il Santo che più di tutti ne ha conformato la sua stella, grazie agli affreschi di Giotto nella basilica superiore, al Crocifisso miracoloso di san Damiano, all’esempio femminile di Chiara.

Al centro assoluto del mare scorgiamo ancora un’altra stella ‘marina’: Foligno con la scienza medica di Gentile da Foligno e la perizia architettonica di Giuseppe Piermarini, il portale dello zodiaco della cattedrale di san Feliciano, le meditazioni mistiche di santa Caterina conservate nel monastero a lei dedicato.

Più in disparte, qualche metro più sotto il mare, c’è Spoleto con il Festival dei Due Mondi, l’opera lirica, la grande stagione della scuola spoletina, vero centro irradiatore di arte tra Duecento e Trecento, e tracce della civiltà longobarda con san Salvatore.

Lì vicino le Fonti del Clitunno ricordano un luogo ameno, che già Plinio il giovane descrisse come sacrale.

Inoltrandoci nel cuore verde di questo mare troviamo il tempestoso spettacolo delle cascate delle Marmore, con vortici di bellezza naturale, e di un arcobaleno che si staglia nel cielo per gocce di acqua frantumate.

Proseguendo verso sud troviamo Orvieto con il pozzo di san Patrizio e il Duomo, capolavoro dell’architettura gotica del Trecento, e presagio di tempi ultimi negli affreschi quattrocenteschi di Luca Signorelli, Benozzo Gozzoli, Beato Angelico nella cappella di san Brizio.

Inoltre, la ‘scogliera’ dei monti sibillini come fondale del mare si può toccare con una mano, colmo di alghe che in estate offrono uno spettacolo multicolore: la fioritura di Castelluccio di Norcia, un dipinto a cielo aperto che riempe lo sguardo di bellezza e il cuore di emozioni uniche.

 

Si ringrazia il Professor. Alessandro Gatti per la sua consulenza storico-artistica e culturale.  

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