Interessante iniziativa in occasione della Violenza contro le Donne 2018 alla Provincia di Perugia

E' possibile liberarci dalla violenza? Riflessione ai margini della produzione teatale IO NON HO PACE di Teatro di Sacco

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Provincia di Perugia, Sala Falcone Borsellino

In occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne 2018, alla Provincia di Perugia, venerdì 23 novembre alle ore 11,00, presso la Sala Falcone-Borsellino, si terrà una tavola rotonda per riflettere sulla vera emergenza nel nostro Paese, la violenza sulle donne, dallo stalking al femmincidio.

Riflessione ai margini della nuova produzione teatrale IO NON HO PACE di Teatro di Sacco, testo di Barbara Bracci, progetto e regia di Roberto Biselli.

Sarà presente il cast artistico e tecnico dello spettacolo, in debutto  venerdì 23 alle 21,00 in sala Cutu, Piazza Giordano Bruno, 9, e in altre date il  24 novembre alle ore 21,00, il 25 novembre alle ore 18,30 e il  27 e 28 novembre alle ore 10,00.

 

Moderatrice dell’incontro sarà Gemma Paola Bracco, consigliera di Parità della Provincia di Perugia.

Interverranno Simone Pacini, critico teatrale e fondatore di fattiditeatro.it, Vanna Ugolini, giornalista e presidente dell’associazione Libertas Margot, Giulia Romano, operatrice del C.A.V. “Catia Bellini”e socia di Libera…Mente Donna, Marina Toschi, membro di Pro-choice, Rosella De Leonibus, psicologa e psicoterapeuta.

Il male, la violenza, il danno: Possiamo liberarcene attraverso la pratica dell’arte?

Lo scorso anno, l’ultimo report Istat 2017 ha registrato 123 femmincidi, otto vittime su dieci sono italiane, uccise da persone che conoscevano, nella maggior parte dei casi il partner, o comunque da una persona conosciuta e della quale all’inizio si fidavano, e che poi, nella maggior parte dei casi, hanno denunciato.

La maggior parte delle denunce restano nei cassetti, e su 10 donne che sporgono denuncia 8 muoiono comunque, poiché si sono ribellate a un danno subito da un uomo, dalla violenza psicologica, a quella fisica,  allo stalking.

I loro assassini sono prevalentemente uomini «apparentemente normali» , dei quali probabilmente si erano innamorate, con i quali magari avevano creato una famiglia e messo al mondo dei figli.

La scelta legittima di interrompere un rapporto sentimentale da parte della donna è stato un cambiamento epocale,  rivoluzione tutt’ora in corso e perciò vengono brutalmente uccise ogni volta che i loro uomini non elaborano l’abbandono.

L’uomo italiano ha perso un ruolo predominante pressoché indiscutibile a partire dagli anni ’70-’80, con le nuove leggi sul diritto di famiglia, il divorzio l’aborto.

Semplificando un fenomeno estremamente complesso e controverso, l’indipendenza economica ha permesso alla donna di scegliere se portare avanti una relazione amorosa o meno.

E così,  in una condizione di parità di sessi brutalmente si muore ancora, per una scelta legittima, e non certo per una colpa  commessa.

Se le donne, ancora

 «non hanno pace»,

diventa necessario capire perché.

Non è colpa mia, voci di uomini che hanno uccise donne di Lucia Magionami e Vanna Ugolini

Vanna Ugolini, giornalista e presidente di Libertas Margot, associazione che si occupa di violenza di genere, tutela di diritti umani, e sicurezza delle persone, andando in cerca di risposte alla violenza, ha intervistato tre uomini condannati in via definitiva per aver ucciso le loro compagne.

Tre uomini normali, anche se diversi per età e cultura.

Tre uomini ed un unica risposta. Non è colpa mia,  il titolo del libro.

 

Il male, la violenza, il danno: Una scelta da non fare

 

Alla luce dei  fatti di cronaca relativi alla condizione femminile resta un minaccioso

why?

appeso al cielo, e poiché sembra che nessuno sia immune dal male  sono necessarie risposte per liberarci della violenza attraverso una presa di coscienza collettiva.

Intento dell’incontro sarà un confronto insieme al cast artistico e tecnico di IO NON HO PACE, una tavola rotonda per cercare insieme un’ arma possibile a sconfiggere la violenza.

Un percorso culturale necessario e possibile solo attraverso un dialogo condiviso tra istituzioni, famiglie, scuole, pratiche artistiche.

Interazione collettiva che dovrebbe coinvolgere chiunque.

L’arte, o ancor meglio, l’interazione tra arti, è una metafora potente, educativa e non giudicante.

IO NON HO PACE racconta il male, seppur duramente, evitando banalizzazioni e stereotipi. Disinnescando perciò la spirale di odio, condita di espressioni maschiliste e/o divisioni etniche tipica di gran parte dei media, che spesso non fa altro che alimentare il conflitto alla base del male anziché proporre soluzioni.

Questo l’intento della produzione Teatro di Sacco, aprire le porte alla riflessione e alla presa di coscienza collettiva attraverso il racconto poetico e duro della vicenda tragica di Carmela Cirella, morta suicida a soli tredici anni dopo essere stuprata da cinque uomini in due giorni.

Non è possibile che ancora oggi, troppo spesso una donna brutalmente muore e il clamore mediatico dura troppo poco, giusto il tempo della spettacolarizzazione. Perciò, non dimentichiamo che talvolta, è indispensabile rovesciare il tavolo. Altrimenti:

 

«…Lentamente muore,… 
chi non risponde 
quando gli chiedono 
qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, 
ricordando sempre che essere vivo 
richiede uno sforzo 
di gran lunga maggiore 
del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà 
al raggiungimento 
di una splendida felicità…» .