IL LIBRO “L’IMPRESA DI FIUME VISTA DA UNA NOBILDONNA”

Il Diario Sincero dell’Impresa di Maria Papafava Bracceschi – (1919-1920), Morphena Editrice - Terni

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Si tratta del nuovo libro del Professor Mario Menghini, (ternano, con radici folignate e con amicizie perugine). Menghini ha inserito una preziosa tessera nel vasto mosaico della storia del novecento in Italia. Un materiale storico e culturale fino a ieri sconosciuto ai molti in quanto inedito.

Se qualche ben pensante già percepisce l’odore acre del Fascismo, studi prima D’Annunzio o si turi il naso, la storia va capita, interpretata e fatta diventare memoria, onde trarne delle utili lezioni anche per gli anni avvenire.

Foto del libro
Foto del libro

Un libro che esprime l’italianità, quando il tricolore era veramente amato e rispettato, al contrario di oggi che viene “quasi considerato una macchia” da togliersi di dosso, per lasciare spazio al mare della globalizzazione. Un mare apparentemente pulito e trasparente, sul cui fondo si celano insidiosi vortici di putrido fango.

A comprova di quanto affermo, basti pensare che da anni,  a scuola, si studia pochissima geografia italiana, infatti molti giovani pensano che Reggio Calabria sia in Lombardia e viceversa. Tanto se poi dovranno andare a Milano, nessun problema, c’è Google Maps!

 

Torniamo al libro: nell’opera è citato il Ternano Elia Rossi Passavanti, Capitano della Compagnia “La Disperata” che era la Guardia personale di D’Annunzio, anche chiamata “Compagnia D’Annunzio”.

 

foto Mario Menghini

Ci troviamo di fronte ad un reperto storico, estratto dalla polvere degli archivi attraverso un’operazione di maieutica, di riesumazione e di restauro insieme. Al termine di questo lavoro, attento e scrupoloso, vedrete riportato alla luce un pezzo di storia d’Italia: l’Impresa di Fiume di D’Annunzio. Ma è una parte di storia patria molto particolare perché viene a coincidere con la vita privata di una nobildonna romana che la vive in prima persona, seguendo il ‘Poeta Guerriero’ e offrendo al lettore una visione fino ad ora sconosciuta dell’Impresa di Fiume. Una visione diversa, pacifica, sensibile, ma anche forte e delicata insieme, in due parole “straordinariamente femminile”.

Il “diario sincero” di Maria Bracceschi si legge d’un fiato e apre a molte riflessioni, storiche e sociali. Maria Bracceschi la vedrete descritta in premessa come aristocratica sensibile, impegnata come ‘animatrice’ di attività culturali, sociali e lavorative. Volontaria crocerossina, si spende durante la guerra, accorre per calamità naturali.

Emerge una figura speciale, una donna generosa, colta e sensibile, coraggiosa nell’azione diretta della storia viva dell’Italia. Ma quello che più forte colpisce, al di là delle ideologie, è la visione pacifista e dialettica, con D’Annunzio stesso, verso l’impresa fiumana.

Il diario registra le sue paure, le sue ansie, la sua opinione che si scontra spesso con quella degli uomini. Maria esprime con chiarezza i dubbi e i pensieri, ovviamente politici, che la assillano. Segue il figlio Novello, come madre tenera e attenta. È anche profondamente legata al Maggiore Reina, uno dei promotori dell’impresa ed è travolta dall’accelerazione storica degli avvenimenti convulsi e non sempre in linea con i suoi desideri profondi.

I suoi appunti sono densi di percezioni femminili, spesso lirici: si preoccupa di chi mangia, di chi sta male, guarda il cielo, spesso non dorme. La sua nobiltà sta tutta nella generosità, nel senso civico e patriottico, nella sensibilità sociale, nell’apertura mentale di una donna forte e talvolta costretta a dover prendere decisioni da sola.

 

 

Prof.ssa

Margherita Vagaggini

 

 

 

 

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