BEVONO AMUCHINA E SPUTANO VELENO SULL’UMBRIA

Ci si perdoni il titolo crudo e colorito ma "do ut des" o "diamo quel che riceviamo", rivolgendoci a coloro che hanno infangato la nostra Umbria, regione tra le piu' virtuose nell'affrontare il problema del Covid-19

0
2621
Serpente sputa veleno

Fra sabato e domenica il “Cuore Verde d’Italia” ha battuto più forte del solito, per incredulità, per frustrazione e rabbia, sensazioni causate da un dossier dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute, che segnalava l’Umbria come “osservata speciale” in merito a potenziali contagi. Notizia prontamente rilanciata dai “giornaloni” italiani e da tanti media a livello nazionale, creando un notevole danno di immagine alla nostra regione e creando un totale ribaltamento della realtà e della verità.

Sono sotto gli occhi di tutti i numeri virtuosi dell’Umbria, ove sono avvenuti, (rispetto ad altre regioni), pochi contagi, pochi malati e poche persone decedute, pertanto appare ingiusta una interpretazione di certi dati, che controvertono totalmente i meriti della nostra regione, sarebbe come dire che l’Umbria avesse vinto lo Scudetto, (come miglior Regione per il contenimento del Covid-19), ma qualcuno la indicasse come candidata alla retrocessione in Serie B.

Le cause di certe parole scritte, dall’enorme peso negativo per l’Umbria, potrebbero essere frutto di malafede o di superficialità, o peggio ancora di entrambe le cose. A pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca, qualcuno ha anche ipotizzato che si è trattato di un “attacco mediatico” a causa del cambio di colore politico della Regione Umbria ma a prescindere dal movente, la Governatrice Donatella Tesei, (come tanti cittadini umbri), si sono fortemente indignati e non accettano una strumentalizzazione inopportuna e inappropriata come questa.

La dura reazione di Donatella Tesei

“Siamo all’assurdo, al paradossale. Una regione, l’Umbria, che vede 94 persone positive al coronavirus su una popolazione di quasi 900 mila abitanti, solamente 2 pazienti in terapia intensiva, una curva dei guariti in forte ascesa e quella del numero dei contagiati a picco, ma che viene incredibilmente indicata come una regione a rischio.
Perché? Perché tra gli indicatori utilizzati c’è il famigerato indice Rt che adotta un meccanismo di confronto dei numeri dei contagi settimanali che va a penalizzare proprio le regioni che sono nella fase di coda del contagio, che hanno numeri bassi in termini assoluti, ma che appaiono alti in termini percentuali”.
È quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, in merito al monitoraggio del ministero della Salute e dell’Iss, l’Istituto Superiore di Sanità. “Una formula le cui lacune, per chi vive come noi la fase di uscita dal contagio – sottolinea la presidente – sono evidenti”.

“Tra l’altro i nostri nuovi rari casi, ormai da 10 giorni ad un passo dallo zero, provengono da screening mirati che stiamo facendo proprio per evitare cluster”. “Quello che sta subendo l’Umbria – rimarca Donatella Tesei – è un danno di immagine ingiusto per una regione che ha gestito in maniera virtuosa la Fase 1 e che è pronta a ripartire, proprio forte del suo sistema sanitario ed al numero dei contagiati. A questo, tutti noi, dobbiamo dire no”. “Ci dobbiamo battere – sottolinea – affinché l’immagine dell’Umbria sia tutelata e venga comunicata la situazione reale, quella che vede una terra dove il contagio è sotto controllo e che si presenta sicura per i suoi cittadini e per i turisti che vorranno raggiungerci. In tal senso siamo in partenza con una campagna di comunicazione mirata. Ma ogni umbro, con i mezzi a sua disposizione, può comunicare a tutta l’Italia la realtà di una terra bellissima, tranquilla e sicura”. “Come Regione – rende noto -, abbiamo scritto al ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità per rivedere le modalità con cui viene formulato il giudizio sulla situazione delle regioni. Un giudizio che non può prescindere da tutti i fattori, come il numero di contagi in rapporto agli abitanti, i posti ospedalieri occupati rispetto a quelli disponibili, l’eventuale presenza di focolai”. “Non abbassiamo la guardia – conclude la presidente Tesei -, continuiamo a rispettare le regole, soprattutto del buon senso, quelle che hanno contribuito a fare della nostra regione una terra sicura. E non permettiamo capovolgimenti della realtà”. (Fonte: ansa.it)).