Monte Castello di Vibio

in vetta a un colle, circondato da mura e un tesoro nascosto: il più piccolo teatro al mondo

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Cenni storici
Fondata nel periodo della decadenza dell’impero romano da un governatore della Gens Vibia su un precedente insediamento di probabile origine etrusca, Monte Castello di Vibio fu, nel Medio Evo, castello assai importante e voluto da Todi che, nel sec. XII, lo assoggettò, lo fortificò e lo cinse di mura.

Conteso da Narni e da Orvieto, fu più volte devastato, soprattutto durante le guerre fra Todi e Perugina (XIV).
Nel 1932 fu feudo di Catalano degli Atti (su concessione di Bonifacio IX) ; conquistato da Biordo Michelotti, venne ripreso dagli Atti.
In seguito oscillò fra Todi e la Chiesa, in cui fu compreso sino al 1860.
Il nucleo abitato conserva un pittoresco carattere medioevale, accanto a varie interpolazioni anche recenti, aderenti allo stile originario (torre civica). Resistono ancora parte delle antiche mura con torrioni e baluardi.
La Chiesa Parrocchiale è una costruzione neoclassica; la cosiddetta Abbazia è un palazzo prelatizio dal 1586 con evidente utilizzazione di mura più antiche.

Il “Teatrino della Concordia”

Come di Parigi non si può non nominare la Torre Eiffel, così quando si parla di Monte Castello di Vibio non è possibile non citare il fantastico “Teatrino della Concordia”, il teatro più piccolo del mondo!
Questo teatrino è una graziosa costruzione lignea, che contende a Variano di Lucca, nel comune di Pescaglia, il diritto a definirsi teatro “più piccolo del mondo”.
Nel 1802 nove esponenti di altrettante famiglie illustri del paese vollero donare alla cittadina questo teatro che contiene 100 posti a sedere, un ingresso, vari locali di servizio, il palcoscenico, i camerini, un ripostiglio per il materiale, un posto tipo “buffet”, due ordini di palchi, con undici palchetti per ordine e, infine, una sala per riunioni.
Ovviamente, il Teatro della Concordia è stato inserito nel Piano dei Teatri Umbri.

 

Cenni geografici

Monte Castello di Vibio (400 metri sopra il livello del mare) è un piccolo centro agricolo del todino, la cui superficie complessiva è di poco superiore ai 31 kmq.
Essa è collocata in vetta ad un colle che spicca tra gli altri che dominano la Destra del Tevere, nella zona in cui il fiume, ai piedi di Todi, si dirige verso il bacino del Corsara.
Le principali risorse locali sono costituite dall’allevamento dei suini e dall’agricoltura, che dà cereali, olive, uva e tabacco, e dalla piccola industria.

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