La Rocciata più buona 2026: a Vescia di Foligno premiati i vincitori del concorso dedicato alla tradizione umbra
La tradizione gastronomica umbra è tornata protagonista a Vescia di Foligno, dove il 29 ottobre 2026 si è svolta una nuova edizione del concorso “La Rocciata più buona”, la manifestazione dedicata a uno dei dolci più rappresentativi del territorio. Un appuntamento che ha riunito appassionati di cucina, produttori e professionisti del settore alimentare, accomunati dalla volontà di valorizzare una preparazione che occupa un posto importante nella cultura culinaria locale.
La competizione ha confermato l’elevato livello qualitativo delle preparazioni presentate. Secondo quanto emerso dalle valutazioni, tutte le rocciate in gara si sono distinte per la qualità complessiva, rendendo particolarmente impegnativo il lavoro della giuria chiamata a individuare i vincitori.
Due le categorie previste dal concorso: Professionisti e Privati. Una suddivisione che permette di riconoscere tanto il lavoro delle attività specializzate nella produzione alimentare quanto l’impegno di chi continua a preparare la rocciata nell’ambito della tradizione domestica.
I vincitori della Rocciata più buona 2026 nella categoria Professionisti
La categoria riservata ai professionisti ha visto confrontarsi attività del settore gastronomico, chiamate a presentare la propria interpretazione della rocciata. Una competizione nella quale la conoscenza delle materie prime, l’esperienza nella lavorazione degli impasti e l’attenzione agli equilibri del ripieno rappresentano elementi fondamentali.
Ad aggiudicarsi il primo posto è stata Le Delizie di Properzio, che ha conquistato il riconoscimento più importante della categoria.
Il secondo posto è andato al Forno Cesarini, mentre sul terzo gradino del podio si è classificata la Macelleria Masciotti Davide. Quarta posizione per La Casa della Tagliatella e quinta per il Ristorante Fichetto, attività che ha ospitato la manifestazione nelle precedenti edizioni.
La classifica completa dei Professionisti
- 1° posto – Le Delizie di Properzio
- 2° posto – Forno Cesarini
- 3° posto – Macelleria Masciotti Davide
- 4° posto – La Casa della Tagliatella
- 5° posto – Ristorante Fichetto
La graduatoria mette in evidenza la varietà delle attività coinvolte. Accanto a realtà legate alla produzione dolciaria e alla panificazione figurano infatti esercizi appartenenti ad altri ambiti della gastronomia. Un aspetto che testimonia quanto la preparazione della rocciata possa andare oltre le specializzazioni professionali, coinvolgendo chiunque abbia sviluppato esperienza e interesse verso questo dolce tradizionale.
Il risultato della categoria Professionisti rappresenta anche un riconoscimento al lavoro che si nasconde dietro una preparazione apparentemente semplice. Realizzare una buona rocciata richiede infatti attenzione in ogni fase, dalla scelta degli ingredienti alla preparazione della sfoglia, fino alla cottura e alla conservazione delle caratteristiche organolettiche del prodotto.
I vincitori della Rocciata più buona 2026 nella categoria Privati
Particolarmente significativa è stata anche la categoria dedicata ai privati, che rappresenta uno degli aspetti più caratteristici della manifestazione. La rocciata, prima ancora di essere un prodotto proposto da forni e pasticcerie, è infatti un dolce profondamente legato alle cucine domestiche, alle ricette di famiglia e alle consuetudini tramandate nel corso delle generazioni.
In questa categoria, la vittoria è andata a Daniela Pieroni, che ha conquistato il primo posto nella classifica del 2026.
Al secondo posto si è classificata Maurita Manenti, seguita da Thomas Falchetti, terzo classificato. La quarta posizione è stata ottenuta da Milena Baldoni, mentre Federica Santoni si è aggiudicata il quinto posto. Sesta classificata Flavia Sabatini e settima Ivana Federici.
La classifica completa dei Privati
- 1° posto – Daniela Pieroni
- 2° posto – Maurita Manenti
- 3° posto – Thomas Falchetti
- 4° posto – Milena Baldoni
- 5° posto – Federica Santoni
- 6° posto – Flavia Sabatini
- 7° posto – Ivana Federici
La partecipazione dei privati riveste un’importanza particolare perché contribuisce a mantenere vivo il patrimonio delle ricette familiari. In molte case umbre la rocciata viene ancora preparata seguendo indicazioni ricevute da genitori e nonni, spesso senza ricorrere a dosi rigidamente codificate, ma affidandosi all’esperienza acquisita nel tempo.
Il confronto tra queste preparazioni consente di osservare come una stessa ricetta possa assumere caratteristiche differenti pur conservando una riconoscibile identità gastronomica. La quantità di frutta, la scelta delle spezie, lo spessore della sfoglia e le modalità di cottura possono cambiare sensibilmente da una famiglia all’altra.
Una competizione di altissimo livello che ha messo alla prova la giuria
Uno degli elementi più significativi dell’edizione 2026 è stato l’elevato livello qualitativo delle rocciate presentate. Le preparazioni in gara hanno reso particolarmente difficile il compito della qualificata giuria, chiamata a stabilire una graduatoria tra prodotti che, nel loro complesso, hanno dimostrato grande attenzione alla qualità.
Quando si giudica un dolce tradizionale come la rocciata, la valutazione non può limitarsi a una semplice preferenza personale. È necessario considerare diversi aspetti che contribuiscono al risultato finale, cercando di distinguere le caratteristiche tecniche dalle differenze legate alle singole interpretazioni della ricetta.
Tra gli elementi generalmente importanti nella degustazione figurano la consistenza della sfoglia, l’equilibrio tra gli ingredienti, la distribuzione del ripieno, il grado di cottura e l’armonia complessiva dei sapori.
Una sfoglia eccessivamente spessa, ad esempio, può compromettere l’equilibrio della preparazione, mentre un ripieno troppo umido rischia di modificarne la consistenza. Anche il rapporto tra dolcezza, frutta secca e aromi richiede particolare attenzione, perché nessun ingrediente dovrebbe prevalere in maniera tale da cancellare gli altri.
La difficoltà aumenta quando le preparazioni presentano caratteristiche molto simili e un livello qualitativo generalmente elevato. In queste circostanze, anche piccoli dettagli possono assumere un peso importante nella definizione della classifica.
Il fatto che tutte le rocciate siano state considerate di altissimo livello costituisce un riconoscimento significativo per l’insieme dei partecipanti, indipendentemente dalla posizione ottenuta.
La rocciata, un dolce che racconta la storia gastronomica dell’Umbria
Per comprendere il valore culturale del concorso di Vescia è utile conoscere meglio il dolce al quale è dedicato. La rocciata è una preparazione tradizionale umbra, particolarmente radicata nel territorio di Foligno e nelle zone circostanti, dove costituisce una presenza familiare sulle tavole soprattutto durante il periodo autunnale e invernale.
La sua caratteristica principale è una sfoglia sottile che racchiude un ripieno ricco di ingredienti, generalmente composto da mele, frutta secca, uvetta, zucchero e aromi. La sfoglia viene arrotolata e disposta in una forma che può ricordare una spirale, prima di essere cotta in forno.
La composizione del ripieno varia in base alle abitudini locali e familiari. Alcune ricette prevedono l’utilizzo di noci e pinoli, altre aggiungono cacao, cannella, scorze di agrumi o piccole quantità di liquore. Anche le proporzioni cambiano, dando origine a preparazioni che possono risultare più morbide, croccanti, aromatiche o particolarmente ricche di frutta.
Questa varietà non rappresenta necessariamente un allontanamento dalla tradizione. Al contrario, costituisce una delle caratteristiche della cucina popolare, nella quale le ricette si sono sviluppate attraverso adattamenti successivi, influenzati dalla disponibilità degli ingredienti e dalle preferenze delle famiglie.
Il legame con la cucina contadina e le ricette familiari
La rocciata è legata a una cultura alimentare nella quale gli ingredienti disponibili in casa venivano utilizzati con attenzione, evitando gli sprechi e valorizzando i prodotti stagionali.
Le mele raccolte durante l’autunno, le noci conservate dopo la raccolta e la frutta essiccata potevano essere impiegate per realizzare un dolce ricco, adatto alle occasioni familiari e ai momenti di festa.
Nel corso del tempo, la preparazione ha mantenuto il proprio carattere tradizionale, pur adattandosi ai cambiamenti delle abitudini alimentari. Oggi viene realizzata sia nelle abitazioni private sia nei laboratori artigianali, nei forni e nelle attività di ristorazione.
Il concorso “La Rocciata più buona” permette a queste diverse esperienze di incontrarsi, offrendo uno spazio nel quale le conoscenze domestiche e quelle professionali possono essere valorizzate attraverso una competizione comune.
Professionisti e privati: due modi diversi di custodire la stessa tradizione
La scelta di mantenere due categorie distinte rappresenta uno degli elementi che caratterizzano il concorso. Professionisti e privati possono infatti partire da esperienze differenti, pur condividendo l’obiettivo di realizzare una rocciata capace di esprimere al meglio le caratteristiche della tradizione.
Le attività professionali dispongono generalmente di attrezzature specifiche, procedure consolidate e una conoscenza approfondita delle tecniche di lavorazione. Questi elementi consentono di ottenere risultati ripetibili e di mantenere standard qualitativi costanti.
Nelle preparazioni domestiche assume invece particolare importanza il patrimonio delle consuetudini familiari. Una ricetta può essere stata modificata e perfezionata nel corso degli anni, fino a raggiungere un equilibrio che rispecchia i gusti e le abitudini di chi la realizza.
Non si tratta necessariamente di stabilire quale dei due approcci sia superiore. La distinzione tra le categorie permette piuttosto di riconoscere il valore di entrambe le esperienze, evitando confronti diretti tra realtà che operano in condizioni differenti.
La presenza di partecipanti provenienti da ambiti diversi contribuisce inoltre ad ampliare l’interesse verso la manifestazione, coinvolgendo non soltanto gli addetti ai lavori, ma anche chi considera la cucina tradizionale una parte importante della propria identità culturale.
Vescia di Foligno e il valore delle manifestazioni gastronomiche locali
La manifestazione dedicata alla rocciata si inserisce in un contesto territoriale nel quale le tradizioni alimentari continuano a svolgere un ruolo significativo nella vita delle comunità.
Vescia, località del territorio folignate, rappresenta uno dei luoghi nei quali questo legame tra gastronomia e identità locale trova espressione attraverso iniziative capaci di coinvolgere cittadini, appassionati e operatori economici.
Un concorso gastronomico non si limita infatti alla proclamazione di una classifica. Può diventare un’occasione per favorire la conoscenza reciproca, valorizzare le competenze presenti sul territorio e richiamare l’attenzione su prodotti che appartengono alla storia delle comunità locali.
Per le attività professionali, partecipare significa confrontarsi con altre realtà e contribuire alla promozione della cultura gastronomica regionale. Per i privati, invece, la gara offre l’opportunità di presentare pubblicamente una preparazione che spesso viene realizzata soltanto in ambito familiare.
La dimensione competitiva si accompagna quindi a quella culturale e sociale. Anche chi non conquista le prime posizioni contribuisce alla riuscita della manifestazione, portando una propria interpretazione del dolce e arricchendo il confronto tra le diverse tradizioni.
Il ruolo della giuria nella valorizzazione della qualità
La presenza di una giuria qualificata rappresenta un elemento centrale per la credibilità di una competizione gastronomica. Il suo compito consiste nell’esaminare le preparazioni e individuare quelle che rispondono meglio ai criteri di valutazione adottati.
Nel caso della rocciata, questo lavoro richiede una particolare sensibilità verso le caratteristiche di un prodotto che non possiede un’unica interpretazione domestica universalmente condivisa.
Una preparazione più ricca di frutta secca può presentare un profilo aromatico diverso rispetto a una versione nella quale prevalgono le mele. Allo stesso modo, una sfoglia particolarmente sottile può produrre una consistenza differente rispetto a una lavorazione più rustica.
Il giudizio deve quindi tenere conto della qualità complessiva, senza confondere necessariamente le differenze stilistiche con eventuali difetti di preparazione.
Nell’edizione del 29 ottobre 2026, l’elevato livello delle rocciate presentate ha reso questo compito particolarmente impegnativo. La difficoltà incontrata nella scelta dei vincitori conferma quanto il confronto sia stato serrato e quanto fosse importante procedere con attenzione nella definizione delle graduatorie.
La Rocciata più buona 2026, un riconoscimento per tutti i partecipanti
Le classifiche del concorso individuano i vincitori ufficiali delle due categorie, ma il valore della manifestazione non si esaurisce nei piazzamenti ottenuti.
Il primo posto conquistato da Le Delizie di Properzio nella categoria Professionisti e quello assegnato a Daniela Pieroni nella categoria Privati rappresentano i risultati più importanti dell’edizione 2026.
Accanto ai due vincitori meritano un riconoscimento anche tutti gli altri classificati e, più in generale, coloro che hanno preso parte alla competizione. Il livello qualitativo riscontrato nelle preparazioni dimostra l’attenzione con cui questo dolce continua a essere realizzato e interpretato.
La rocciata rimane una delle espressioni più riconoscibili della gastronomia folignate, capace di collegare il presente alle abitudini alimentari del passato. La sua preparazione richiede tempo, cura e conoscenza degli ingredienti, elementi che contribuiscono a spiegare perché continui a occupare un posto importante nella tradizione locale.
Manifestazioni come quella di Vescia favoriscono la trasmissione di queste conoscenze e mantengono viva l’attenzione verso un patrimonio gastronomico che appartiene all’intera comunità.
L’edizione del 29 ottobre 2026 del concorso “La Rocciata più buona” si chiude dunque con due graduatorie, dodici classificati e un dato condiviso: l’altissima qualità delle rocciate presentate, che ha reso difficile il lavoro della giuria e ha confermato il valore delle competenze gastronomiche presenti nel territorio.
Al di là dei risultati, resta il significato di una manifestazione che continua a dare spazio a professionisti e appassionati, riconoscendo nella rocciata non soltanto un dolce tradizionale, ma anche una testimonianza concreta della storia, delle abitudini e della cultura alimentare dell’Umbria.















































