INTERVISTA ALL’UOMO CHE SUSSURRA AI CAVALLI

Mario Carparelli: una vita dedicata ai cavalli

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Eccoci qui a parlare con Mario Carparelli, vediamo se riuscirà a farci entrare nelle
sue pieghe più nascoste…

Roberto: Mario… chi sei?
Mario: Buongiorno a tutti, come prima cosa.
Sono una persona come tanti, nata 57 anni fa in periferia a Milano, da una famiglia
normale, figlio unico. Andavo male a scuola, non mi piaceva studiare ed i miei
genitori le hanno provate veramente tutte ma si sono presto arresi. A 13 anni già
lavoravo con mio papà, che lavorava con i ponteggi, ma non mi piaceva, se non
quando arrampicavo su e giù. Non mi piaceva vivere in città, in mezzo a palazzi grigi
e tristi e così mi immaginavo una vita diversa, amici immaginari, facevo un sacco di
marachelle. Poi a 17 anni, quasi 18… telefonai a mia mamma e le dissi che sarei
andato qualche mese in Texas e di non preoccuparsi, povera donna 🙁
Roberto: Che bello il Texas…
Mario: Sì, bello… peccato che non parlavo una parola di inglese e mi sono trovato
veramente a “dover sopravvivere”, con un branco di messicani e un branco di
cavalli… perchè non vi ho ancora detto che io in realtà “sono un cavallo”.
Roberto: Come sei un cavallo? In che senso?
Mario: Nel senso che ho detto… sono un cavallo a cui piace arrampicare e fare musica!!
Roberto: Continuo a non capire…
Mario: Certo… non tutti possono capire perchè non tutti sono stati dei ragazzini con gli
occhialoni spessi 3 dita, le orecchie a sventola e che pesavano 50kg bagnati. Sin da
piccolo ho capito che nessuno ti regala nulla e dunque ho sempre creduto nel sogno
americano, cioè che qualsiasi persona può, con tanto sangue e sudore, diventare
qualcuno. Ed io ho scelto di diventare un cavallo.

Roberto: Di nuovo continuo a non capire…
Mario: Ora ti spiego… in Texas dovevo aiutare i messicani a gestire i cavalli allo stato
semi-brado… ed io mi ero innamorato di un gruppo di loro… sono stato una settimana
seduto distante ad aspettare che lo stallone si accorgesse di me e mi desse un
segnale… che poi è stato di 5min… è venuto, mi ha annusato, ha sbuffato ed è tornato
alle sue cose. E lì io sono diventato un cavallo. Per farti capire: ho capito cosa
significasse essere un cavallo.
Roberto: Ok… se lo dici te…
Mario: Tornato in Italia mi sono fatto sfruttare da tanti… faceva comodo avere un
ragazzetto che faceva i box gratis… ma io ho rubato loro il Sapere. Il Beretta mi ha
permesso di montare e domare tanti cavalli che non ricordo nemmeno il numero,
Pierre Ouellet mi ha insegnato ad amare la monta western, Virgilio … non ti dico il
cognome, ma immagina un mezzosangue indiano che a terra era uno qualsiasi, anche
parecchio sfortunato, ma che poi in sella era … un Dio… Virgilio dicevo, è stato il mio
Maestro e devo a lui quello che sono ora. Poi … dice Califano… tutto il resto è noia.

Roberto: Certo che per capire te occorre essere bravi…
Mario: Ufff … insomma … montare tanti cavalli, bello !! dare di gambe, cadere e poi
rialzarsi … un po’ scontato, non credi? Poi il 1993 a Voghera … Parelli
HorseManShip… Eravamo tutti pischelli e loro sono diventati tutti Istruttori Parelli
Italia di 4o livello… tranne io che sono un disgraziato e giravo, giravo… Monty
Roberts, Buck Brannaman… perchè tu hai visto “L’uomo che sussurrava ai cavalli”,
vero? … poi Frederic Pignon … Honza Blàha capisci ???
Roberto: non capisco le tue parole… ma leggo nei tuoi occhi
Mario: beh montare a cavallo è una danza, devi essere bello da vedere ed ho avuto le
mie soddisfazioni. Ma parlare con i cavalli … questo sì che è una figata !! Ed io so
farlo, ed anche parecchio benino ahahahahah
Roberto: e…?
Mario: e ho fatto tanti stage per far capire alle persone che il cavallo non e’ una moto,
che le passeggiate a cavallo sono la cosa più pericolosa del mondo, che il tuo cavallo
deve essere tenuto meglio della moglie… anzi… se hai una moglie che ama i cavalli
quanto te… allora hai fatto bingo. Ho avuto pochi cavalli nella vita, ma sono tutti nel
mio cuore, almeno quelli che non ci sono più. Ma lo hai capito che Amare i Cavalli,
per me, è tutto???? Ma riesci a immaginare di guardare un cavallo negli occhi e
trovarlo lì, pronto, a giocare con te, a correre insieme a te, a creare insieme a te … E’
come una musica che nasce da dentro di me, scorre attraverso il mio corpo, fino a
lui… e siamo un’unica cosa !!
Roberto: beh … non capisco bene… ma so di poterci credere… e progetti per il futuro?
Mario: tu sai vero che ho una compagna ?! Lei mi ha insegnato che parlare ai cavalli
non risolve la questione, che occorre anche parlare agli umani. Anche perchè se una
persona ha un dono e lo tiene chiuso nel cassetto… che dono e’ ? Il nostro progetto è
fare un maneggio dove non ci sono premi, niente corse, niente grandi eventi… ma
tanta passione ed amore, rispetto e conoscenza. Tanta gioia e tanta cura per l’animale
che ci fa guardare dentro e fuori noi stessi, alla ricerca del nostro meglio. Sai chi e’ il
suo miglior amico? Un cavallo che corre insieme a lei, che la fa sentire bene… No,
non sono io, ma si chiama Patcho. Voglio insegnare a tutti quello che lo vorranno a
correre insieme ai cavalli, sentendosi FELICI
Roberto: dunque un sogno…
Mario: beh no … posso dirti un posto… Livorno ed una parolina… Horse Agility… ma
che rimanga tra me e te
Roberto: grazie …cavallo Mario
Mario: prego… e quando vuoi essere felice e in pace e serenità con te stesso,
CERCAMI!!

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