IL SOLE UCCIDE IL COVID-19

Se esposto alla luce solare il SARS-CoV-2 contenuto nelle goccioline di saliva e depositate su diversi materiali, viene inattivato dopo pochi minuti

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il sole uccide il Covid-19
il sole uccide il Covid-19

Premesso che:

-Adnkronos è una Agenzia Stampa fra le piu’ serie ed affidabili per notizie dall’Italia e dal mondo,

-che una notizia simile per concetto, su tale argomento era stata già diffusa da un’altra Agenzia autorevole come agi.it, (il 16 maggio 2020), mentre quella che pubblichiamo ora da fonte adnkronos.it, risale al 27 maggio 2020.

-che la Università di Oxford, (G.B) à una delle piu’ importanti atnei al mondo

-che comunque non dobbiamo abbassare la guardia e rispettare sempre le regole e norme vigenti in materia di contenimento del Covid-19.

Riportiamo integralmente la notizia di adnkronos

Covid, studio rivela: “Il sole uccide il virus in pochi minuti”

Si legge nella prefazione, “receenti studi hanno dimostrato che il virus della COVID-19 è stabile sulle superfici per lunghi periodi in ambienti interni”. In questo studio, invece, ricercatori hanno eseguito esperimenti “ricreando artificialmente la luce e la radiazione solare rappresentativa del solstizio d’estate a 40°N latitudine al livello del mare in una giornata limpida”. Ne è emerso che la luce solare simulata è in grado di inattivare in 6,8 minuti il 90% dei virus nella soluzione che imitava la saliva e in 14,3 minuti nei terreni di coltura. Si è verificata anche una significativa inattivazione, sebbene a una velocità inferiore, a livelli di luce solare simulati più bassi”.

“Il presente studio – si legge – fornisce la prima prova che la luce solare può inattivare rapidamente SARS-CoV-2 sulle superfici, suggerendo che la persistenza, e quindi il rischio di esposizione, possono variare significativamente tra ambienti interni ed esterni. Inoltre, questi dati indicano che la luce solare naturale può essere efficace come disinfettante per materiali non porosi contaminati.

Articolo originale: https://academic.oup.com/jid/advance-article/doi/10.1093/infdis/jiaa274/5841129