Viaggio nel Cuore di Perugia

Perugia è un esempio stupendo dell'arte, tipicamente italiana di "modellare" con eleganza, come grandi sculture, il paesaggio (in particolare quello urbano) facendone delle perfette opere d'arte

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l'Aquedotto di Perugia
l'Aquedotto di Perugia

L’aspetto ambientale non è però il solo elemento d’interesse offerto dalla città. Le presenze artisticamente importanti sono numerosissime, e ne fanno una delle maggiori città d’arte italiane: un ruolo che acquista rilevanza ancora maggiore se si pensa alle correnti ed alle personalità artistiche di cui la città è stata teatro o culla: da Nicola e Giovanni Pisano ad Agostino di Duccio, dal Perugino a Galeazzo Alessi.

Perugia – Il centro topografico e spirituale della città, e suo simbolo, è la grande Fontana Maggiore: due ampie vasche concentriche, ornate da bellissimi rilievi scultorei, costruite nel 1275-78 su disegno di Giovanni e Nicola Pisano come elemento terminale dell’acquedotto di Monte Pacciano. Intorno alla fontana di Piazza IV Novembre (che occupa il luogo dell’antico foro romano e nella quale convergono le vie principali) sorgono i maggiori edifici civili e religiosi.

Cattedrale – Iniziata nel 1345, in forme gotiche, sul luogo di una precedente costruzione romanica, fu proseguita in forme rinascimentali nel 400 e 500 ed è tuttora incompiuta. all’interno, oltre al presunto anello nuziale della Madonna (esposto in pompa magna ogni 30 luglio), custodisce preziose opere d’arte, tra cui una venerata immagine cinquecentesca della Madonna delle Grazie e un bel coro intarsiato.
Palazzo dei Priori – Poderoso ma aggraziato palazzo pubblico, eretto in forme gotiche tra la fine del 200 e la metà del 400. Di notevole pregio dietro al grande portale, la Sala dei Notari, con affreschi trecenteschi. Il piano superiore ospita la Galleria Nazionale dell’Umbria, una delle maggiori raccolte d’arte medievale e rinascimentale dell’Italia centrale, con opere di Arnolfo di Cambio, Duccio di Buoninsegna, Gentile da Fabriano, Benedetto Bonfigli, Beato Angelico, Perugino.

Collegio della Mercanzia e Collegio del Cambio. – Le due sedi delle arti dei mercanti e dei cambiavalute, l’una accanto all’altra nel palazzo dei Priori e in quello vicino, sono splendidi esempi di ambienti pubblici rinascimentali, perfettamente conservati nell’architettura, negli arredi e nella decorazione. Superbi, nel Collegio del Cambio, la sala dell’Udienza, gli affreschi del Perugino e dei suoi allievi (tra cui forse raffaello).

Corso Vannucci – Ricalcata sul percorso dell’antico “cardo” etrusco-romano della città, è la via principale, più elegante e frequentata. si allunga in leggera pendenza, lungo il crinale del colle su cui sorge la città, da piazza IV Novembre a piazza Italia, la grande spianata creata nell’ottocento sul luogo della demolita Rocca Paolina, la fortezza che papa Paolo III fece costruire nel 1540 per tenere sotto controllo la città (vedi riquadro da non perdere). Dal percorso monumentale Piazza IV Novembre-corso Vannucci-piazza Italia si dipartono le strade che servono da assi ai “tentacoli” di Perugia, cioè agli ampliamenti portati nel medioevo all’antica città etrusco-romana e che occupano i crinali esterni del colle su cui sorge il nucleo storico cittadino.

Via dei Priori, cui si accede dal palazzo omonimo attraverso l’arco dei Priori, è il fulcro di un quartiere che mantiene suggestive connotazioni medievali. Vi si allineano, partendo dal centro, la chiesa barocca di S. Filippo Neri, l’alta torre degli Sciri, la rinascimentale Madonna della Luce e, al fondo, lo stupendo oratorio di S. Bernardino, gotico all’interno rinascimentale nella facciata (eretta da Agostino di Duccio nel 1457-61), voluto dal Comune perugino per onorare il santo senese che sovente portò a Perugia la propria predicazione.
Corso Garibaldi – Vi si accede attraversando il poderoso Arco etrusco, la porta principale della cerchia di mura etrusche, eretta nel III° secolo a.C. e modificata poi in età romana e rinascimentale. E’ una via ricca di presenze religiose: la chesa di s. Agostino, che conserva ancora il paramento marmoreo quattrocentesco, il monastero di S. Caterina, opera tardocinquecentesca forse di Galeazzo Alessi, e al termine, a ridosso delle mura medievali, S. Angelo edificio d’età paleocristiana, a pianta rotonda con ambulacro.

Corso Cavour – Asse di un quartiere medievale sulla cresta sud-orientale del colle cittadino, parte della curiosa chiesa gotica di S. Ercolano, dalla forma a torre poligonale, e sfila accanto al gigantesco convento di S. Domenico. La chiesa iniziata nel XIV secolo e conclusa alla fine del successivo, è stata rinnovata all’interno, nel 600, da Carlo Maderno. Il convento ospita il Museo archeologico nazionale dell’Umbria, con ricco materiale di documentazione sulla Perugia etrusca. Poco dopo oltre porta S. Pietro, monumentale ingresso alla città medievale, con uno spoglio lato interno, e un maestoso prospetto esterno, rinascimentale, si entra nel borgo XX giugno, nato in tarda età medievale e terminante nella basilica di S. Pitro. Parte di un complesso benedettino alto-medievale, ha origini paleocristiane, ma ora si presenta in forme gotiche (nel campanile) barocche (nel portico d’ingresso), tardorinascimentali (nell’interno); bellissimo il coro ligneo (1525-26).

L’Ipogeo dei Volumni – La visita a Perugia può essere completata da una puntata, nei dintorni della città (7 km. a sud-est, uscendo da viale Roma) a questa importante tomba ipogea etrusca, realizzata nel secondo secolo a.C. per una famiglia gentilizia locale. Nel complesso sotterraneo, formato da una serie di camere a cui si accede scendendo una ripida scala, sono conservate sette urne cinerarie, a cominciare da quella del copostipite della famiglia, Arunte.

Da non perdere – Porta Marzia e la via Bagliona – Quando Antonio da Sangallo il Giovane, nel 1540 progettò per conto di papa Paolo III la Rocca Paolina, cioè la poderosa fortezza che doveva imbrigliare la ribelle città di Perugia, incastonò nel bastione di levante della fortificazione l’antica porta delle mura etrusche, porta Marzia. Da questa porta, oggi si può accedere alle colossali costruzioni della rocca, e ai resti del quartiere medievale tra cui esse sorgono. Infatti la rocca venne edificata sopra tale quartiere, che venne così ridotto a “ipogeo” della grande opera difensiva. Distrutta nel 1860 la rocca papale, rimane a suo ricordo questo antico pezzo di abitato interrato, attraverso cui scorre la via Baglioni e per il quale transita oggi la lunga scala mobile che collega i quartieri moderni di Perugia, situati nella valle, con il centro storico sul colle. Visitare questa morta città sotterranea è un’emozione intensa e unica, una delle scoperte più imprevedibili, e di sicuro non la minore, che riserva una visita alla città di Perugia.