Un ritorno atteso da settant’anni
Dopo oltre settant’anni di assenza, la storica Festa di San Giuseppe è tornata a vivere nel piccolo borgo di Vescia, nel cuore della Valle del Menotre. Un evento carico di significato, capace di unire memoria, tradizione e valorizzazione del territorio.
La manifestazione, organizzata dall’Associazione Valle del Menotre Sviluppo e Promozione, si inserisce tra le iniziative dedicate alla promozione delle radici locali e si collega anche alla Giornata Mondiale dell’Acqua, sottolineando il legame profondo tra comunità e ambiente.
Oltre 200 persone hanno partecipato alla giornata di domenica 22 marzo, trasformando la collina dell’ex monastero – oggi proprietà di Tom Wood e Gaia Di Donato – in un luogo di incontro e condivisione.
Tra cammini e storia: alla scoperta del territorio
La giornata si è aperta con un’escursione che ha coinvolto circa 60 partecipanti, partiti dal piazzale della chiesa di San Nicolò. Guidati dal gruppo Orme Camminare Liberi, coordinato da Rodolfo Cherubini e Giuseppe Della Vedova, i presenti hanno attraversato i suggestivi paesaggi lungo il fiume Menotre.
Il percorso ha seguito tratti del Cammino Francescano della Marca, toccando i borghi di Vescia e Belfiore, in un itinerario che ha unito natura e spiritualità.
Il contributo culturale
A rendere ancora più significativa la passeggiata è stata la presenza dell’archeologa Maria Romana Picuti, che ha accompagnato i partecipanti con racconti e approfondimenti storici sul territorio.
A Belfiore, l’accoglienza dell’Associazione culturale locale ha previsto un ristoro per i camminatori e una sorpresa particolarmente apprezzata: la visita al suggestivo pozzo di San Girolamo, aperto per l’occasione da Fabio Falcinelli.
Auto d’epoca e passione per i motori
Parallelamente, il piazzale della chiesa di San Nicolò si è animato con una vera e propria esposizione di auto storiche. Circa 35 vetture dell’AFAS, guidate dal presidente Renzo Recchioni, hanno dato vita a un tour attraverso la Valle del Menotre.
Il percorso ha attraversato diverse località, tra cui:
- Molini di Orsano
- Rasiglia
- Casenove
- Scopoli
- Ponte Santa Lucia
Tra i modelli più ammirati, autentici gioielli dell’automobilismo: Mercedes, Alfa Romeo, Ferrari, Porsche, Jaguar, fino alla storica Topolino e alla mitica 500. Grande curiosità anche per una rara Bentley degli anni ’30.
Una tappa tra gusto e tradizione
La sosta a Molini di Orsano è stata accompagnata da un ristoro a base di prodotti locali, offerti dall’azienda agricola “Il Castello del Sole” di Cammoro e dall’home restaurant di Maria Luisa Tosti.
Il momento più sentito: fede e convivialità
Il cuore della giornata si è vissuto a Vescia, con un momento di preghiera dedicato a San Giuseppe, guidato da Don Luigi. Un passaggio simbolico che ha restituito all’evento il suo significato più autentico.
A seguire, spazio alla convivialità con un pranzo a base di prodotti tipici a chilometro zero. Ad aprire il pasto, la tradizionale bruschetta con olio prodotto localmente dalla società agricola “1540”.
I sapori del territorio protagonisti
Fondamentale il contributo delle attività locali, che hanno partecipato con entusiasmo alla riuscita dell’evento. Tra queste:
- Amerigo Carni
- Gioli Frutta
- Alimentari Sapori di Camilli Silvano
- Forno Pizzoni Nazzareno
- Agriturismo San Martino
Un esempio concreto di collaborazione tra associazioni, produttori e comunità, capace di valorizzare l’identità enogastronomica della zona.
Un segnale forte per la valorizzazione della Valle del Menotre
Il ritorno della Festa di San Giuseppe a Vescia non è stato solo un evento celebrativo, ma un vero segnale di rinascita per il territorio. Tradizione, turismo lento, cultura e gastronomia si sono intrecciati in una giornata che ha saputo coinvolgere residenti e visitatori.
Un’esperienza che dimostra come il recupero delle tradizioni possa diventare leva per il futuro, rafforzando il senso di comunità e promuovendo le eccellenze umbre.
Uno sguardo al futuro
Gli organizzatori, nel ringraziare tutti i partecipanti e i collaboratori, danno appuntamento ai prossimi eventi. L’obiettivo è chiaro: continuare a valorizzare la Valle del Menotre attraverso iniziative che sappiano raccontarne l’anima più autentica.
Una festa ritrovata, dunque, che guarda avanti senza dimenticare le proprie radici.















































