INTERVISTA A STEFANO PASTORELLI, CANDIDATO AL CONSIGLIO REGIONALE DELL’UMBIRA

Conosciamo meglio Stefano Pastorelli e le sue idee, come Candidato con il partito della Lega alle prossime elezioni regionali del 27 ottobre

0
98
Stefano Pastorelli
Stefano Pastorelli

 

 

“Stefano Pastorelli, perché hai scelto di dedicarti alla politica e perché hai scelto la Lega?”

“Non ho scelto di fare politica, è il mio modo di essere. Mi sono sempre impegnato per la mia comunità, ho cercato di rendermi utile e cercare di migliorare le cose. Anche la scelta della Lega è stata naturale: un partito politico deve essere vicino ai cittadini, parlare di cose concrete e dare soluzioni pratiche. D’altronde aiutare il prossimo significa dargli ciò di cui ha bisogno, non ciò che è più facile fare. Da quattordici anni sono in Lega, ho contribuito a fondare il partito in Umbria e ne sono orgoglioso: diciamo che siamo cresciuti insieme. In questi anni non è stato tutto facile, anzi, molte volte siamo stati oggetto di una propaganda che ci dipingeva come barbari, mentre il sistema che governa l’Umbria sperperava denaro pubblico e alimentava le sue clientele. Oggi abbiamo il giusto riconoscimento perché le persone hanno capito che manteniamo sempre la parola data.”

“Sei candidato per le Regionali, quali sono in sintesi i programmi del tuo partito e della coalizione di centro destra e quale è il messaggio per i tuoi potenziali elettori?”

“All’Umbria serve una rivoluzione, sociale, economica ed etica. Dobbiamo voltare pagina in maniera radicale, evitando i compromessi e i tatticismi di una politica stantia che ci ha portato sull’orlo del baratro. Per questo servono persone serie, oneste e competenti che possano garantire realmente il cambiamento. Il primo tema è ovviamente il lavoro: la crisi economica in Umbria è fortissima e gli indici di disoccupazione, in particolar modo quella giovanile, sono veramente preoccupanti. Tutti sanno che i posti di lavoro si creano facendo ripartire l’economia. Questo principio, talmente evidente da sembrare quasi scontato, in Umbria è innovativo, visto che una fetta importante del reddito dei cittadini di questa regione proviene da pensioni e stipendi pubblici. L’economia riparte anche grazie a infrastrutture adeguate e collegamenti fisici all’altezza, senza dei quali anche il turismo diviene una risorsa debole, quando in realtà dovrebbe essere uno dei principali motori dello sviluppo della regione. Un’altro punto importante è la sicurezza: la regione su questo ha margini di manovra limitati, ma credo che possa svolgere un ruolo di coordinamento e di sostegno delle varie iniziative adottate dagli enti locali.
L’unico messaggio che mi sento di dare è che questa volta abbiamo una reale possibilità di cambiamento: persone valide, programmi concreti, una visione di lungo periodo che potrà farci recuperare tutto il terreno perso. Ciò che rende diverse queste elezioni rispetto alle altre a mio avviso è una forte presa di coscienza, da parte degli umbri, che il sistema di potere che ha gestito l’Umbria per cinquant’anni è ormai su un binario morto. Anche il tentativo di rianimazione rappresentato da questa alleanza innaturale di PD e M5S ci dice che sono alla frutta. La ciliegina sulla torta è stata la rocambolesca ricerca di un candidato presidente: prima di arrivare a Bianconi hanno sondato altre 8 personalità e tutte hanno declinato l’invito, segno evidente che con queste persone nessuno vuol più avere niente a che fare.”

“Quali sono a tuo parere le maggiori lacune della nostra regione?”

“L’Umbria da molto tempo si regge unicamente sugli umbri e non sulla classe politica che dovrebbe amministrarla. Le faccio l’esempio della sanità: il personale sanitario svolge un lavoro incredibile, ma chi fa le nomine e gestisce la sanità ha fatto disastri. Un altro esempio. Il turismo e l’agricoltura si basano sugli sforzi di piccoli imprenditori che sopravvivono nonostante la burocrazia e la totale assenza di programmazione.”

“Pastorelli, accadrà come a Foligno, ovvero un cambio storico di governo regionale, dopo 70 anni?”

“Diciamo che il cambiamento è in atto da diverso tempo in tanti comuni: Perugia, Terni, Orvieto, solo per citarne alcuni. La vittoria di Zuccarini a Foligno è stata entusiasmante perché la sinistra ha tentato la carta del candidato civico, proprio come sta facendo in regione, ma i cittadini non ci sono cascati. Ormai la voglia di cambiare è forte e riesco a toccarla con mano quando sono in mezzo alla gente, questi giochetti non pagano più. Per questo sono certo che dal 28 ottobre avremo molto lavoro da fare.”