Foligno: le soluzioni per le zone PEEP

Il progetto esposto da Caterina Lucangeli Candidata al Consiglio Comunale di Foligno in lista Lega

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Foligno Pep

Riceviamo e pubblichiamo:

La problematica e le possibili soluzioni degli alloggi in zona PEEP

Caterina Lucangeli immobiliarista spiega come la politica può risolvere annosi problemi legati alle zone PEEP

 

Vorrei sottoporre  all’attenzione dei lettori,  un importante problematica che affligge i quartieri popolari costituiti per la maggior parte da alloggi ricadenti in zona PEEP, spiegando nei termini di quella che e’ stata la mia esperienza da immobiliarista, ogni qual volta mi sono dovuta occupare di compravendite  che riguardano questa tipologia di immobili che si sono rivelate poi, alquanto complesse e di difficile realizzazione.

Molti di voi sapranno che chi è proprietario di un alloggio in zona Peep, (parliamo di Edilizia Economica e Popolare), in realtà lo è al 100%, in quanto il Comune si riserva un diritto di superficie sul suolo in cui l’alloggio è stato edificato, facendo dipendere ogni unità immobiliare da una concessione di 99 anni e da una convenzione originaria, per mezzo della quale, in sede di compravendita sempre  il Comune stesso, si riserva il diritto di intervenire in atto pubblico fissando il prezzo di vendita che risulta assolutamente ridicolo e non in linea coi prezzi di mercato, oltre ad imporre tutta una serie di limitazioni anche in capo all’acquirente che deve essere obbligatoriamente lavoratore dipendente e con fascia di reddito bassa, riducendo così la fascia della potenziale richiesta.

La legge n.448/2018 e successive modifiche, ha introdotto  la facoltà di riscatto della piena proprietà di aree peep già concesse in diritto di superficie ed ha eliminato i vincoli derivanti dall’originaria convenzione peep a cui è legato ogni singolo immobile.

Molti comuni umbri hanno deliberato in merito  a questa legge e ne hanno fissato le modalità di attuazione all’interno del territorio comunale: Spoleto, Terni, Perugia, Magione, Foligno NO!

Proprio qualche giorno fa , a conferma di quello che sto scrivendo, ho telefonato all’ufficio preposto del Comune e mi è stata data la solita risposta vaga: la questione è complessa, bisogna ritrovare la convenzione originaria dell’alloggio…. etc etc. Il Comune si prende tempi biblici per rispondere e per quando avrà fornito il responso, l’acquirente ce lo siamo perso per strada! Le zone peep a Foligno si trovano a sportella Marini che insieme all’ Agora’ risultano essere le più popolose, S. Eraclio in zona Via Londra, Borroni in zona Via Nobili oltre ad una parte di Fiamenga.

Si tratta di alloggi edificati agli inizi degli ani ’80, con una metratura di 98 mq circa ,terrazze e garage. Il proprietario dell’alloggio che intenda venderlo e che magari ,negli anni, ha provveduto a ristrutturarlo a sue spese incrementanzone il valore, si riterrà assolutamente insoddisfatto del prezzo irrisorio imposto dal Comune. E’ possibile incrementare il prezzo di vendita includendo l’importo dei lavori effettuati , opportunamente documentati, ma spesso sono stati eseguiti in economia. In ogni caso,, se si e’ in grado di provare l’importo speso, il Comune si arroga il diritto di fare un sopralluogo e decidere se la cifra impiegata sia congrua o meno. In più, chi acquista l’immobile e intende usufruire di un mutuo ipotecario, si vedrà finanziato solo l’importo fissato in atto dall’amministrazione comunale ed anche se titolato non potrà essere finanziato a copertura dell’intero importo richiesto dal venditore. Si tratta in genere di transazioni complesse e rischiose, che favoriscono movimentazioni di denaro in nero, in quanto la differenza tra il prezzo richiesto dal venditore e quello fissato dal Comune non è giustificabile.

A questo punto, mi sono chiesta i motivi per cui il Comune di Foligno non abbia voluto concedere la possibilità di riscattare gli alloggi popolari anche in previsione di un’entrata nelle casse comunali. L’unica risposta a cui posso pensare e’ che un Comune amministrato per oltre 70 anni dalla sinistra , abbia preferito rinunciare ad un’entrata impiegabile in realizzazioni di opere a favore della collettività, piuttosto che perdere il predominio sul cittadino, ricordandogli sempre chi è il padrone: sono io Comune che ti dico a quanto vendere l’immobile e sono sempre io a decidere se i soldi che hai speso per ristrutturare l’alloggio sono congrui o no e questo in violazione del sacrosanto diritto di proprietà’ e del bene primario che è la propria casa!

 

La soluzione in realtà e’ semplice: far dipendere tutti gli alloggi in oggetto da un’unica convenzione snella, che fissi un prezzo congruo per il riscatto, somma che il cittadino potrà versare in ogni momento, rateizzandola o  comunque in sede di stipula del rogito notarile, utilizzando la caparra versata dall’acquirente.

Un censimento piuttosto attendibile parla di circa 1000 alloggi. Il Comune  potrà alla fine contare, anche se a scaglioni, su somme importanti che faranno molto comodo alla nuova amministrazione per cominciare a concretizzare i suoi progetti di miglioramento urbano.

Da qui, il mio impegno in caso di elezione, nel far si’ che il nuovo esecutivo possa prendere in esame la problematica ed arrivare in tempi brevi ad una risoluzione definitiva e conveniente per tutti.

 

Caterina Lucangeli Candidata al Consiglio Comunale di Foligno in lista Lega.