Si è chiuso il 21 febbraio 2026, nella prestigiosa Università Statale di Miami, davanti a oltre 500 persone, il trionfale Ghost International Tour di Maurizio Mastrini.
Un viaggio musicale straordinario, iniziato il 26 aprile 2024 ad Astana con l’Orchestra Sinfonica di Stato del Kazakistan, che in due anni ha attraversato quattro continenti — America, Africa, Asia ed Europa — collezionando 160 concerti e un successo che profuma di consacrazione internazionale.
Un record nel record: oltre 5000 copie di CD vendute al termine dei concerti, numeri che proiettano Mastrini tra gli artisti classici più prolifici e seguiti del pianeta.
A Miami, Mastrini ha eseguito i brani del progetto Ghost insieme al chitarrista umbro Sandro Lazzeri, in un dialogo musicale intenso, raffinato, profondamente emotivo. Un finale carico di energia e poesia, che ha suggellato un percorso artistico senza precedenti.
“Ghost”: un viaggio tra memoria, passione e suggestione
Spirito solitario e animo romantico, Mastrini — pianista e compositore umbro — firma con Ghost il suo tredicesimo album. Un’opera che esplora le percezioni sensoriali attraverso un linguaggio musicale etereo e al tempo stesso struggente.
Il brano che dà il titolo al progetto nasce in un luogo carico di magia: la stanza 448 del Vittoria Excelsior di Sorrento, dove nel 1986 Lucio Dalla compose l’immortale Caruso.
«Ho voluto soggiornare lì per una notte — racconta Mastrini — per respirare la stessa atmosfera. Sapere che nello stesso letto ha dormito Dalla, che sullo stesso pianoforte è nata quella melodia immortale… è stato un incanto. Ho posato le dita sui tasti e tutto è nato all’improvviso».
Il nome Ghost è affiorato naturalmente: una composizione sospesa, romantica, con un frammento che richiama lo Studio op.10 n.12 di Frédéric Chopin, noto come “La caduta di Varsavia”, e un’aura cinematografica che rimanda alle suggestioni del film Ghost.
Un intreccio di memoria, passione e mistero che ha conquistato il pubblico globale.
Numeri da fuoriclasse
Con 13 album all’attivo, oltre 48 milioni di ascolti su Spotify, più di 993 concerti in circa 13 anni, e brani utilizzati per servizi televisivi e documentari, Mastrini continua a ridefinire i confini della musica classica contemporanea.
Dalla bottega artigiana del padre a Piegaro, piccolo borgo umbro immerso nella natura, ai palcoscenici internazionali: una traiettoria costruita con talento, disciplina e una visione artistica autentica.
E ora nasce “Capelli”
Chiuso il capitolo Ghost, Mastrini è già pronto a sorprendere.
Il nuovo progetto si intitola “Capelli”: un’opera colorata, allegra, bizzarra, con forti influenze latine.
Nei primi giorni di marzo registrerà i 12 brani insieme all’Orchestra Sinfonica della Felicità, diretta dai maestri Paolo Scibilia e Roberto Marino, quest’ultimo orchestratore e storico collaboratore del Maestro da sottolineare la partecipazione straordinaria di un’altro umbro di successo come primo violino il maestro Paolo Castellani.
Dopo aver attraversato il mondo come un’eco luminosa, Ghost lascia il posto a una nuova esplosione di colori.
Perché Maurizio Mastrini non si limita a suonare il pianoforte.
Lo trasforma in destino.
Roberta Iorio
Foto di copertina presa dalla Pagina del Maestro Mastrini del fotografo Cristian Strina















































