Conosciamo meglio il coronavirus

Quinta puntata della rubrica l’esperto risponde a cura del Dott. Finamonti

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Brevi cenni storici sulle pandemie

Nell’ultima puntata della rubrica ho concluso il mio intervento introducendo il costume indossato dal medico francese Charles de L’ Orme per difendersi dal contagio della peste.

Questo abito che forse è il primo vero storico presidio difensivo medico era costituito da una lunga veste e da pantaloni di pelle, entrambi coperti di cera, da guanti, stivali e cappello. Il costume era addirittura spaventoso dal collo in sù. Una cappa di pelle scura e una maschera assicurate con lacci di cuoio coprivano il capo e il viso, impedendo qualsiasi contatto della pelle con l’aria esterna, satura dei nocivi miasmi provenienti dai corpi infetti.

La maschera di cuoio era caratterizzata da un lungo becco ricurvo, imbottito con cotone ed erbe aromatiche che fungevano da filtro. I profumi più utilizzati erano la canfora, fiori vari, menta, chiodi di garofano e mirra.

In alcune versioni del costume, i composti odorosi bruciavano all’interno del becco nella speranza che il fumo assicurasse un ulteriore livello di protezione. Delle lenti di vetro proteggevano gli occhi.

Completava la dotazione un bastone di legno, utilizzato per sollevare le lenzuola e l’abbigliamento dei pazienti infetti, così da evitare il contatto diretto.

Finora abbiamo descritto le similitudini tra questa pandemia e le vecchie pandemie in assenza di terapie farmacologiche e profilassi vaccinale.

Ora invece parliamo delle differenze.

Errore sostanziale è quello di aver creduto che le malattie infettive stavano per essere eliminate, che l’era delle pestilenze fosse conclusa e che, dopo l’era delle pandemie in ritirata, saremmo entrati in un’epoca post-infettiva, dominata da malattie non contagiose come quelle legate all’invecchiamento.

Il sogno dell’ eradicazione totale è inciampato non solo su Darwin ma anche sulle complessità della storia, quando i finanziamenti per studiare le malattie infettive e contenerle hanno iniziato a calare per un effetto di un”disarmo”prematuro e unilaterale, cioè solo il nostro e non dei microbi.

Il tutto volendo considerarlo con estrema benevolenza, è una amnesia storica grossolana.

Dagli anni 70 ad oggi quasi ogni anno abbiamo scoperto di avere un nuovo nemico: HIV, Hantavirus, Febbre di Lassa, Marburg, Legionella, Epatite C,Lyme, Rift Valley Fever, Ebola, Nipah, West Nile, Virus, Sars, Base, Aviaria, Chikungunya, Norovirus, Zika.

Dato che il Villaggio Globale dei microbi non conosce frontiere, l’uomo dovrebbe amare e rispettare di più l’ambiente dove vive: deforestazione, rifiuti eccetera!

Se una persona esce di casa per fare delle compere,deve indossare la mascherina e tenersi a distanza di due metri dalle altre persone.Se usa i guanti è meglio, oppure quando rientra a casa si dà una bella lavata con il sapone, attenti prima a non mettere le mani sul viso.

Molti leggendo queste così banali considerazioni faranno”spallucce”,poi però le conseguenze fan soffrire.

La globalizzazione,la velocità della vita quotidiana e dei trasporti nello specifico, per essere chiari, conclude il quadro di come per i microbi è più semplice viaggiare e mutare, adattandosi all’ambiente ospite che sempre più spesso è l’uomo.

 

Ora una serie di brevi risposte:

il coronavirus può essere in aria o al suolo dipendentemente da dove si trova il suo Vettore, Cioè chi lo trasporta. In campagna se sei da solo nell’orto sei al sicuro, Mentre se una persona esce di casa per fare delle compere, deve indossare la mascherina e tenersi a distanza di 2 metri dalle altre persone. Se usa i guanti è meglio, oppure quando rientra a casa si dà una bella lavata con il sapone, ma attenti prima a non mettere le mani sul viso.

Ribadisco, in ogni occasione è preferibile tenere 2 metri di distanza con la mascherina, se questo fosse impossibile non trattenersi a lungo cioè più di 15 minuti.

Come posso fare a proteggere i miei familiari conviventi quando ritorno dal lavoro?

Si deve avere l’accortezza di cambiarsi gli abiti da lavoro. Se si può nel luogo stesso di lavoro altrimenti in una stanza apposita scarpe incluse e ricordarsi sempre di lavarsi bene le mani

A tutti i lettori di Umbria Oggi una buona Pasqua, fate i bravi, amate il prossimo come voi stessi: se potete non uscite.

Continuate a mandare le Vs domande al Dott Finamonti via whatsapp al numero telefonico 348 0456101 oppure email: info@umbriaoggi.it

 


linea-diretta-finamontiLe preziose informazioni sul coronavirus sono fornite direttamente dal medico folignate Dott. Moreno Finamontispecialista in microbiologia e virologia, attualmente dirigente medico presso il laboratorio di analisi chimico cliniche e microbiologiche dell’ospedale di Orvieto, il quale si è reso disponibile con grande spirito costruttivo.

 

Si ringraziano:

Paolo Cesarini, Luca Comodi, Danila Fiacchi, Fabrizio Poltrini promotori di questa lodevole iniziativa.

Caterina LucangeliConsigliere del Comune di Foligno, la quale si è impegnata direttamente perché l’evento mediatico potesse concretizzarsi ed essere opportunamente divulgato tramite la redazione di UmbriaOggi

Il Sindaco Stefano Zuccarini, prontamente informato ed impegnato in prima linea nella protezione e prevenzione della salute pubblica della sua città, è voluto intervenire  per esprimere la sua gratitudine al gruppo di concittadini, per l’utile servizio reso alla comunità.