Cenni di Storia sui Virus

Il Dott. Finamonti fa una digressione storico-scientifica sui virus e le epidemie che hanno colpito l' uomo

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Riproduzione di una maschera a protezione dei dottori durante la peste del 1600

Quarta parte della rubrica l’esperto risponde a cura del Dott. Finamonti

Quali sono le similitudini tra questa pandemia e le altre?

Quanto scritto negli articoli precedenti ci fa capire che oggi, non avendo dei farmaci ed un vaccino adeguati, quello che si attua è di storica memoria.
Tra queste l’AIDS, l’infezione da virus Ebola, la SARS, l’influenza aviaria e l’influenza suina.
Poi alla fine dell’800 la medicina è stata in grado di scoprire gli agenti eziologici delle principali malattie a carattere epidemico: batteri, virus e protozoi. Insieme a scoprirne le cause, la comunità scientifica è riuscita a scoprire metodologie di prevenzione e cura di molte malattie infettive.
Le pandemie hanno sempre accompagnato il cammino dell’umanità. Dalle pestilenze dell’antico Egitto, a quella di Giustiniano nel sesto secolo d.C., del 1300 al 1600 di manzoniana memoria, per non parlare del vaiolo, la sifilide, il colera, la tubercolosi e la pandemia influenzale del 1918-19.
A queste tradizionali malattie si sono affiancate negli ultimi trent’anni nuove patologie infettive chiamate “emergenti”.
Le pandemie creavano angosce e terrore perché seminavano morti a migliaia nello stesso momento. La malattia e la morte sono una tragedia del singolo e della sua famiglia; la morte in massa aggiunge il senso della catastrofe, del flagello, della fine collettiva.
Gli arrivi di persone, merci ed animali erano visti con occhio spaventato e quindi occorrevano documenti sanitari per viaggi di terra e di mare come la Fede di sanità e la Patente di sanità.
Infatti le strategie difensive magari cambiano alcune volte il nome ma nella sostanza sono rimaste le stesse.
La Fede di sanità era un attestato del quale si doveva munire chi iniziava un viaggio di terra e che certificava lo stato di salute di cui godeva il paese di partenza del viaggiatore e di conseguenza del viaggiatore stesso.
In tempo di contagio scattavano misure restrittive finalizzate a proteggere le comunità ancora indenni.
La Patente di sanità era, invece, il documento più importante per le imbarcazioni che si accingevano a salpare.
Con il nome di lazzaretto venivano poi indicati gli ospedali dove un tempo si curavano i lebbrosi. A seconda delle epoche e delle località il lazzaretto ha assolto il compito di luogo di ricovero di malati oppure di luogo nel quale uomini, animali e merci restavano isolati per il periodo della quarantena.
Quest’ultima era il periodo di contumacia e aveva una durata di quaranta giorni, perché secondo la dottrina ippocratica dei giorni critici, il quarantesimo era l’ultimo giorno nel quale poteva manifestarsi una malattia acuta come appunto la peste.
Se le imbarcazioni provenivano da porti considerati sospetti e durante la navigazione la barca era stata attaccata da corsari, l’equipaggio, i passeggeri e il carico venivano messi in quarantena; alla fine di tale periodo il medico visitava l’equipaggio e dava eventualmente il suo benestare al prosieguo del viaggio.
Una ulteriore notizia storica è quella che nel 1619 il medico francese Charles de L’Orme approntò un costume per proteggersi dal contagio mentre visitava i pazienti colpiti dalla peste.

 

Continuate a mandare le Vs domande al Dott Finamonti via whatsapp al numero telefonico 348 0456101 oppure email: info@umbriaoggi.it

 


linea-diretta-finamontiLe preziose informazioni sul coronavirus sono fornite direttamente dal medico folignate Dott. Moreno Finamontispecialista in microbiologia e virologia, attualmente dirigente medico presso il laboratorio di analisi chimico cliniche e microbiologiche dell’ospedale di Orvieto, il quale si è reso disponibile con grande spirito costruttivo.

 

Si ringraziano:

Paolo Cesarini, Luca Comodi, Danila Fiacchi, Fabrizio Poltrini promotori di questa lodevole iniziativa.

Caterina LucangeliConsigliere del Comune di Foligno, la quale si è impegnata direttamente perché l’evento mediatico potesse concretizzarsi ed essere opportunamente divulgato tramite la redazione di UmbriaOggi

Il Sindaco Stefano Zuccarini, prontamente informato ed impegnato in prima linea nella protezione e prevenzione della salute pubblica della sua città, è voluto intervenire  per esprimere la sua gratitudine al gruppo di concittadini, per l’utile servizio reso alla comunità.