Bevagna una delle più belle Piazze d’Italia

la città delle Gaite, a giugno un tuffo nel Medioevo

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©Chantal Sikkink photographer

Bevagna ha origini antiche, ci sono tracce di insediamenti nella zona fin dall’eta del ferro e alcuni rinveninenti archeologici testimoniano anche la presenza degli antichi Umbri nel territorio della città.
In epoca romana, il municipio romano di “Mevania” (antico nome di Bevagna) sorgeva in una zona privilegiata.

Per quanto riguarda le comunicazioni che all’epoca avvenivano lungo la strada Flaminia, comunicazioni e scambi che avvenivano anche a livello fluviale; tutto questo non fece che aumentare l’importanza della città.
Le epoche successive vedono Bevagna dapprima facente parte del Ducato di Spoleto, poi passare sotto il controllo della Chiesa, prima dell’unificazione del territorio italiano.

La città è circondata da  mura urbiche molto ben conservate ed è dotata di porte per l’accesso.

L’accesso principale alla città avviene attraversando un ponte sotto il quale scorre il fiume Teverone, che gira parzialmente intorno alla città.

Dal ponte, sulla sponda sinistra entrando in città, sono visibili antichi e suggestivi lavatoi coperti.

©Chantal Sikkink photographer

Il centro storico è abbastanza contenuto da essere visitato a piedi, e il fatto che Bevagna abbia uno sviluppo piano di certo aiuta.
Da vedere assolutamente il Palazzo dei Consoli (1270) con l’adiacente chiesa di San Silvestro (1195), ottimo esempio di stile romanico. Così come per altre antiche città umbre, il consiglio e di immergersi nel dedalo di strade e scorci, ogni angolo di questa città riserva emozioni particolari.

Se visitate Bevagna nel mese di Giugno non potete perdere il famoso

Mercato delle Gaite

Le Gaite sono i quartieri, il centro è diviso in quattro fazioni che si sfidano con gare di abilità, banchetti medievali, antichi mestieri, gare di gastronomiataverne …

E’ possibile fare un vero e proprio tuffo nel passato medioevale di Bevagna e toccare con mano antiche arti e mestieri come la costruzione delle candele con cera d’api, o la produzione di carta a partire da vecchi stracci.